Rallegratevi: forse avere un boss donna non significa morte certa. Una ricerca ha smontato, almeno in parte, il mito dell’ape regina nel lavoro femminile, stabilendo che in realtà molte donne di successo dimostrano di saper ricambiare le colleghe della loro fortuna.

In un lungo report di Catalyst, una no profit che si occupa del lavoro femminile, Christine Silva e i suoi ricercatori parlano dei risultati della loro osservazione del cursus di 742 MBA (uomini e donne) di alto potenziale, nel corso degli ultimi anni, concentrandosi sugli aiuti alla loro carriera, cioè su quanto ritenevano di essere stati sponsor di qualcuno o essere stati beneficiati dalla sponsorizzazione di colleghi più in alto nella scalata al successo.

Il sondaggio ha rivelato che molti di questi manager dovevano la loro carriera alla spinta di altri manager e nel caso delle donne la percentuale era più alta. Donne, quindi, che stando alla ricerca sono generalmente più propense al tutoraggio, soprattutto informale, verso le colleghe di cui intuiscono le potenzialità. Un dato chiarissimo: del gruppo, il 65 per cento delle donne che avevano ricevuto sostegno alla carriera è andato a restituire il favore al gruppo di leader emergenti, rispetto al 56 per cento degli uomini nella stessa situazione.

Tutto finito? Quello del boss con la gonna peggio degli uomini era solo un brutto incubo? Un pessimo esempio, piuttosto, ma un esempio non è un prova e soprattutto non è una verità universale. È assodato, invece, che le donne manager capaci di spingere per colleghe altrettanto brave guadagnano mediamente 25 mila dollari l’anno in più delle “soliste”. Insomma, un altruismo calcolato, perché nel momento in cui viene riconosciuto il ruolo di leader, ci guadagni anche concretamente. Mentre da soli contro tutti «ben si governa il deserto» (come dice Emone a Creonte).

Un lungo e informatissimo articolo dell’Huffington Post rivela però quanto sia ancora molto radicata nella cultura popolare l’idea dell’ape regina: si sprecano libri, film, sondaggi che raccontano di donne serpi, di donne insopportabili e cattive con le colleghe per gelosia e sete di potere. Ma forse c’è una spiegazione lapalissiana, quella che fornisce niente meno che Forbes, la famosa testata dei ricconi del pianeta:

«Ci sono così poche donne in ruoli di leadership nelle società più importanti (il 3,6 per cento), che sembra che se una donna fa qualcosa di negativo è come se per la gente questo significhi che tutte le donne si comportano così.»

Fonte: Huffington Post