Il corpo femminile è complesso, e ogni donna è diversa dall’altra, ma quando si parla di gravidanza ci sono alcuni inequivocabili sintomi che aiutano a scoprire se si è incinta. Tuttavia la natura non ha reso le cose tanto facili, e sebbene possa sembrare banale, spesso si tratta di segnali comuni alla sindrome premestruale.

Come levarsi ogni dubbio? Naturalmente effettuando un test delle urine, che stabilisce la quantità del famoso ormone HCG, oppure le analisi del sangue in un qualsiasi laboratorio. Ma anche prestare attenzione ad alcuni cambiamenti del corpo può aiutare a chiarirsi le idee. E nausea e gonfiori vari a parte, l’allarme deve scattare soprattutto quando non compaiono le mestruazioni quando dovrebbero.

In gergo si chiama amenorrea e sebbene non dia la certezza della gravidanza in corso, deve comunque mettere in moto la ricerca di altri avvisi. In alcuni casi nelle primissime settimane possono verificarsi piccole perdite di sangue, dovute all’impianto dell’embrione nell’utero, ma non hanno né la consistenza né la ritmicità del ciclo.

La famigerata nausea mattutina, che può anche verificarsi in altri momenti della giornata, è comune nel 50% delle donne in attesa e non sempre si limita ai primi tre mesi di gestazione. Questo malessere è spesso causato da alcuni odori particolarmente forti, come caffè e nicotina, ma si tratta di un fenomeno molto soggettivo al quale si può rimediare masticando liquirizia oppure, ad esempio, affidandosi ai ghiaccioli Lillipops, ultima scoperta in materia.

Altrettanto fastidiosa, e difficile da camuffare, è la tensione al seno, che diventa più turgido e sensibile a causa del progesterone. Lo scurirsi dell’areola, invece, si verifica generalmente nei mesi successivi al terzo. Stessa sorte tocca all’area addominale, che può risultare tesa e gonfia in concomitanza con l’impianto.

Parlando di zone del corpo più delicate, la comparsa di stipsi e, al contrario, la necessità di urinare più spesso sono entrambi segnali importanti che si verificano anche alcuni giorni prima dell’amenorrea.

Può risultare molto utile anche monitorare la temperatura basale, che aumenta dalla seconda metà del ciclo fino alla data in cui dovrebbero comparire le mestruazioni, portandosi intorno ai 37°.

Ultima, ma non meno importante, è la cosiddetta astenia: un nome apparentemente complicato per definire la comunissima stanchezza che piomba addosso alle future mamme già dalla prime settimane, causata dalla concentrazione di progesterone. E se da un lato rende difficile la routine quotidiana, dall’altro lato impedisce al corpo di strafare e affaticarsi troppo durante il primo trimestre, il periodo più delicato di tutti i nove mesi.