Ecco l’ennesimo esempio di limitazione della libertà personale e di espressione. La vicenda che stiamo per raccontarvi arriva dalla Siria e riguarda una giovane studentessa 19enne che, dal 27 dicembre 2009, è rinchiusa nella prigione dei Servizi di sicurezza.

Il motivo? L’aver parlato, sul proprio blog, di argomenti legati alla democrazia e alla libertà. In Siria ci sono moltissimi giovani nelle sue stesse condizioni, vittime cioè della repressione portata avanti con forza dal governo.

Ogni critica, anche implicita, al partito Baath che governa dal 1963, è considerata illegale e mette in pericolo la libertà di coloro che hanno il coraggio di portare avanti i propri ideali troppo spesso calpestati dal regime siriano.

La ragazza di cui parliamo si chiama Tal al-Mallouhi e vive, ormai da quasi un anno, chiusa in carcere lontano dalla propria famiglia, la sua casa è stata perquisita e il suo PC, telefono cellulare, cd e dvd sono stati sequestrati.

La sua unica colpa sembra essere solo quella di aver pubblicato sul proprio blog articoli e poesie che, in modo più o meno diretto, contestavano i metodi adottati dal governo.

La libertà di espressione è relativa, in Siria, e così i media tradizionali come TV, radio e giornali sono molto spesso filtrati e manipolati. Internet resta l’unico strumento per dar voce al malcontento del popolo anche se, come in questo caso, giovani studenti rischiano la prigione perché esprimono le proprie scomode opinioni.

I familiari della giovane blogger sono disperati perché viene loro impedito di vederla o anche solo di apprendere qualche novità sulle sue condizioni di salute e sul suo futuro.

Amnesty International ha organizzato una raccolta firme per la liberazione di Tal al-Mallouhi.