Layla è una ragazza siriana che indossa il niqab, l’abito nero che copre ogni parte del suo corpo, tranne gli occhi.

Recita in una nuova opera soap siriana, che si chiama “Ma Malakat Aymanukum“, “Ciò che la tua mano destra possiede”, composta da 30 episodi andati in onda sulla televisione di Stato durante il mese sacro del Ramadan.

Proprio nella serie, Layla dice di volersi strappare di dosso il niqab, ed ecco le sue parole in un episodio:

Non posso più sopportare questa pressione, voglio togliere il velo.

Il suo gesto, però, non è stato certo visto di buon occhio dalla comunità, in particolare dalla madre che si rifiuta di chiamarla e dal fratello che vuole ucciderla.

Così la serie, che affronta anche tematiche delicate come la prostituzione, il sesso extraconiugale e il terrorismo, ha suscitato un intenso dibattito in questa nazione che conta circa 22 milioni di arabi ma che è governata da un laico.

Ed è proprio la laicità che la Siria cerca di ostentare, anche se le critiche più feroci dicono che la serie TV distorce l’immagine dell’Islam. D’altro canto, però, c’è anche chi, più saggiamente, riconosce che “Ma Malakat Aymanukum” è un ritratto realistico di una società musulmana, ipocrita e crudele in alcuni casi.

Il regista Najdat Anzour, ha ovviamente difeso la nuova serie, che è basata su una storia vera, dicendo:

La serie presenta l’idea di religione come arma a doppio taglio. Se la religione non viene presa correttamente, potrebbe essere facilmente sfruttata da alcuni gruppi per separare i membri di una stessa comunità e creare ostilità e la violenza. Non si prefigge di comunicare aspetti negativi della società araba, ma di rappresentare il dramma di una società araba che si sta consumando dall’interno.

Un ragazzo comune di 27 anni, Mohannad Olabi, ha detto:

La nostra società è piena di tabù sessuali e sociali e restrizioni religiose. La società è piena di prostituzione clandestina. Dobbiamo essere consapevoli di questo e il dramma è il posto migliore per affrontare questi problemi per avvertire la popolazione.

Sembrano non pensarla allo stesso modo, però, personaggi pubblici e il resto della gente comune i quali, dopo aver visto gli episodi, si sono sentiti offesi e tutti hanno commentato con le stesse parole di Marwan Halabi, che gestisce un supermercato di Damasco:

“Ma Malakat Aymanukum” deve essere subito fermato, perché prende in giro l’Islam e presenta i musulmani come terroristi. Ho smesso di guardarlo, perché mi sono arrabbiato per il modo in cui si ritrae il nostro popolo.