È ancora braccio di ferro, stavolta sulla pubblicità, tra SKY e Mediaset. Potrebbe passare al vaglio del Consiglio dei Ministri, il prossimo giovedì, il nuovo decreto legge che regolamenterà ulteriormente l’emittenza a pagamento. Se il provvedimento venisse approvato, la TV di Rupert Murdoch dovrebbe trattenersi a una programmazione pubblicitaria, connessa a propri servizi, del 12% ogni ora, contro il 18% attuale.

Una mossa politica? Difficile da stabilire, anche se vi è un precedente dello scorso anno: il governo fece innalzare l’Iva per gli abbonamenti della pay TV al 20%, tale decisione venne ritenuta di natura politica. Ma, stavolta, pare si tratti di una direttiva europea sulla “TV senza Frontiere“. La bozza è stata messa a punto dal viceministro Paolo Romani, ma l’approvazione potrebbe subire uno slittamento a causa dell’incidente occorso in questi giorni al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Ciononostante, si tratta di una norma controversa, che, sebbene dovrebbe colpire anche Mediaset Premium, non lo fa, dato che la pubblicità correlata a servizi del network appartenente alla famiglia del premier si attesta a tutt’oggi al 12%, esattamente il limite che potrebbe essere imposto.

Si legge nella bozza:

La trasmissione di spot da parte di emittenti a pagamento, anche analogiche, non può eccedere il 12% di una determinata ora d’orologio. […] Durante gli eventi sportivi le interruzioni possono ospitare non solo spot ma anche televendite. […] L’autorizzazione ai servizi audiovisivi o radiofonici via satellite è rilasciata dal Ministero.

Così, il governo diventerebbe organismo di autorizzazione e garante di nuove reti. Il tutto potrebbe anche rinfocolare la polemica su Cielo, l’emittente ancora imbrigliata in questioni burocratiche per la trasmissione, nonostante il parere positivo della Commissione Europea.