Ci credevano in tanti, ci credevano gli spettatori allo stadio, ci credevano gli addetti ai lavori e ci credevano anche gli Azzurri compreso Marcello Lippi, forse. Diciamo forse perché, vedere l’Italia del primo tempo in campo, tutto faceva pensare tranne che quello di avere di fronte una squadra convinta dei propri mezzi e con voglia di vincere.

Voglia che invece avevano Hamsik e compagni, che hanno fatto fin da subito una partita quadrata, colpendo puntualmente nelle occasioni in cui la nostra difesa si è fatta trovare impreparata e difendendosi discretamente, seppur con un po’ di fortuna e con un gol annullato su un dubbio fuorigioco. Finisce 3 – 2, l’Italia è fuori e a passare sono stati Paraguay e Slovacchia.

Fallimento Azzurro insomma. Fallimento che rispecchia forse il momento del nostro calcio, un calcio in crisi, economica e ancor più di idee, esattamente come Lippi forse, arroccato nella propria idea di gruppo al punto da scartare a priori il contributo di giocatori quali Cassano, Borriello e perfino lo stesso Pazzini, portato in Sudafrica ma mai utilizzato.

Emblematica l’immagine del CT vista su SKY a fine partita, dove si nota un Lippi che al fischio finale volta le spalle al campo dicendo “no” all’inviato a bordocampo per l’intervista di rito ed evitando perfino di stringere la mano al collega slovacco come sportività imporrebbe.

Adesso ecco il via ai processi, partiti in questi minuti sulle televisioni, sui siti Internet, alla radio e ovviamente sui giornali domani mattina. Dopo la conferenza stampa di Lippi, trasmessa in diretta da Rai Uno subito dopo il match, tutte le emittenti stanno dedicando ampio spazio alla disfatta Azzurra: un processo televisivo che andrà ad inasprirsi questa sera alle 23.40 su Rai Uno con “Notti Mondiali“, su Sportitalia con “Notti Magiche” e sui numerosissimi approfondimenti SKY.

Cosa resterà di questo mondiale azzurro è solo un’immagine sbiadita di una Nazionale che ha vissuto quest’esperienza guardando al passato, a quattro anni fa, alla notte di Berlino: anche quella non era una Nazionale spettacolare, ma era vincente.