Preliminari o subito al dunque? Questo è l’eterno dilemma del sesso, e rappresenta anche una delle fondamentali differenze tra la sessualità maschile e femminile. Sembra infatti che le donne preferiscano sempre di più la tranquillità anche sotto le lenzuola.

Si chiama slow sex e praticarlo è diventata una vera e propria tendenza, tanto che psicologi e sessuologi ne fanno spesso tema di dibattito. Non si tratta solo di amare i preliminari, ma anche di preferire arrivare al piacere in modo più lento, magari creando un’atmosfera sempre diversa e arricchendo l’amplesso di gesti sensuali.

Che siano le donne a prediligere il sesso meno irruento è risaputo, anche per un fatto di istinto innato, tuttavia far cambiare idea al partner non è impossibile e c’è chi ha realizzato una sorta di decalogo di consigli per fargli capire che la penetrazione sia solo il punto di arrivo.

Lo slow sex è naturalmente più apprezzato dalle donne. Gli uomini invece, istintivamente portati verso un tipo di atto sessuale “mordi e fuggi”, dove il momento fondamentale è la penetrazione, fanno fatica a soffermarsi sulle pratiche di contorno. Fargli cambiare atteggiamento, insomma, potrebbe essere difficile. Ma non impossibile.

Ecco come Marco Rossi, fondatore del Centro di Medicina Sessuale di Milano, definisce il sesso letteralmente più “lento”, al quale bisognerebbe dedicare più tempo di quanto non si faccia di solito. Consigli e dritte arrivano anche dal sessuologo Alberto Caputo, che illustra alcune tecniche che aiutano le donne ad allungare i tempi dell’amore.

Niente musica e candele: meglio concentrarsi sul corpo. Per prima cosa sulla pelle, il più vasto organo sessuale. Io suggerisco alle pazienti di imparare le pratiche del massaggio con un buon manuale o di scoprire piume e guanti di velluto per sfiorarsi lentamente. Ogni gesto diventa afrodisiaco se è fatto in silenzio, con calma e guardandosi negli occhi.