Protestano contro le violenze sessuali e contro il pensiero comune che vuole le vittime degli stupri parzialmente responsabili di aver attirato le attenzioni maschili. Con evidente ironia chiamano sé stesse “slut”, sgualdrine, e manifestano poco vestite, per protestare contro chi accusa il corpo femminile di essere provocatorio.

Queste marce, ormai definite SlutWalk, si stanno diffondendo in tutto il mondo e sono appena giunte anche in Europa.

Galleria di immagini: Slut Walk la marcia delle sgualdrine

Tutto è iniziato ad aprile di quest’anno, in Canada, quando in seguito a una violenza sessuale, un ufficiale della polizia locale, Michael Sanguinetti, affermò che le donne dovrebbero evitare di vestirsi come “sluts” se desiderano non essere violentate. L’infelice frase, proveniente tra l’altro da chi dovrebbe assicurare la tranquillità delle cittadine, ha provocato immediate proteste, prima a Toronto e poi negli Stati Uniti.

In questi due mesi le SlutWalk si sono diffuse in Messico, Australia e ora anche in Europa. Nei giorni scorsi si sono svolte delle marce in tutta la Gran Bretagna e in Danimarca, e a Città del Messico donne e uomini hanno manifestato insieme esponendo cartelli riportanti la scritta “No vuol dire no”.

Sul sito SlutWalk Toronto vengono diffuse informazioni sulle manifestazioni in corso, oltre a trovare testimonianze di donne che raccontano le proprie esperienze personali di violenze e molestie. In questi racconti emerge come le donne siano costantemente oggetto di attenzioni sessuali non desiderate, sia per strada che sul posto di lavoro, senza che da parte loro sia giunto alcun invito tacito.

Per le “Slut” in protesta, addossare parte della resposansabilità delle violenze sessuali sulle donne, misurare i centimetri di lunghezza delle loro gonne, accusare le scollature di essere provocatorie, è frutto di un pregiudizio maschilista che considera la donna come un mero oggetto sessuale.

Vedremo come questa protesta inciderà su una cultura in cui l’uguaglianza tra i sessi è ancora molto lontana.