Oltre 70.000 persone muoiono ogni anno in Italia a causa del fumo di sigarette. Nonostante i rischi che si corrono, il consumo di sigarette resta alto. L’allarme questa volta è lanciato dall’Associazione Italiana Pazienti BPCO – cioè broncopneumopatica cronica ostruttiva – durante la VI Conferenza Nazionale “Quale futuro per i pazienti BPCO”, tenutasi a Roma il 16 Novembre, nel corso della quale è stata presentata anche un’analisi sul problema del tabagismo.

Non c’è solo il cancro, quindi, tra le gravi conseguenze del fumo: la BPCO è causata principalmente dal fumo di sigaretta, anche passivo, ed è una malattia polmonare progressiva che uccide almeno 65.000 persone l’anno.

Sebbene le indicazioni sui pacchetti di sigarette siano chiari ed espliciti, 12 milioni di persone in Italia fumano più di 70 miliardi di sigarette all’anno. Il professore Giacomo Mangiaracina, presidente della Società Italiana Tabagismo, dichiara:

«L’epidemia da tabacco è la peggiore calamità che l’umanità si sia tirata addosso dopo le grandi pestilenze del passato. I nostri sforzi oggi sono protesi a realizzare almeno due grandi obiettivi: sviluppare la rete dei Centri specializzati nel trattamento del tabagismo (CTT) in ogni regione e in ogni Asl, e creare un fondo nazionale per la lotta al tabacco, come avviene in Inghilterra, con un investimento di almeno 1 euro a cittadino, per consentire le campagne mediatiche continue, un invito ai giovani a non cominciare e un incoraggiamento ai fumatori a consultare i Centri tabagismo».

L’idea è quella di utilizzare le strategie di comunicazione sui pacchetti per convincere i giovani a non iniziare a fumare, dedicando l’80% della grafica sulle scatole a messaggi negativi, senza insistere troppo sulle patologie, evitando di spaventare la gente. Piuttosto, bisogna sottolineare quanto sia fastidioso il cattivo odore delle sigarette, l’ingiallimento dei denti, la maggiore opacità dei capelli, l’influenza che fumare ha sulla potenza sessuale, e, infine, la schiavitù alla quale si sottopone chi fuma.