Entro il 2020 il 25% degli italiani dovrà fare i conti con una diagnosi di allergia. E a essere più esposti sono proprio i bambini. I dati diffusi dalla Federazione delle Società italiane di immunologia, allergologia e immunologia clinica (Ifiaci) sono preoccupanti soprattutto per i nuovi nati.

Le cause maggiori di questa crescita esponenziale della propensione degli italiani alle allergie sono da attribuire all’eccessiva igiene, all’inquinamento, allo stress e a una alimentazione poco equilibrata. Insomma chi è causa del suo mal pianga sé stesso. Se in un futuro non tanto lontano il nostro organismo non sarà più in grado di riconoscere sostanze del tutto innocue e anzi tenderà a combatterle, sarà solo colpa di un diffuso e sbagliato stile di vita.

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Se si vuole intervenire bisogna farlo tempestivamente. Basta analizzare il trend di crescita dei casi di allergia dal 2000 al 2010 per capire che se si mantiene costane il tasso è facile prevedere che nel 2020 si supererà il 40% di incidenza sull’intera popolazione.

Di fronte a dei dati così corposi la Società Italiana di allergologia e immunologia clinica (Siaic), l’Associazione allergologi e immunologi territoriali e ospedalieri (Aaaito) e la Società italiana di immunologia clinica e allergologia (Siica) hanno cercato di stilare un decalogo delle buoni abitudini:

  • Evitare l’esposizione agli acari della polvere se in famiglia si è già verificato qualche caso di allergia, cominciando con l’evitare di riempire la casa con tendaggi pesanti e tappeti, di scegliere la moquette per i pavimenti e di acquistare peluche per far giocare i bambini;
  • Vivere per quanto possibile all’aria aperta. L’inquinamento può causare infezioni alle vie respiratorie facilitando la penetrazione degli allergeni;
  • Alimentarsi correttamente prediligendo frutta, verdura, cibi contenenti vitamina A e D, evitando tutti i piatti altamente calorici per prevenire l’obesità;
  • Incrementare l’attività sportiva che favorisce l’adeguato sviluppo del sistema respiratorio;
  • Prevenire l’ansia e lo stress che incidono sul sistema immunitario peggiorando alcune forme di allergia come l’orticaria.

Sotto accusa dunque lo stile di vita degli italiani. Il professor Francesco Marcucci, consigliere Siaic e pediatra allergologo sottolinea come:

“Adesso si vive meglio sotto tanti punti di vista, e soprattutto più a lungo. È cambiata la microflora intestinale, si è conseguita la sterilità degli alimenti, la vaccinoterapia ha debellato alcune malattie infettive e l’uso degli antibiotici ci tutela continuamente. Questi sono aspetti che hanno modificato l’ambiente. Ora stiamo pagando lo scotto della modernità: abbiamo meno patologie infettive, probabilmente più patologie tumorali”.

Coma a dire che abbiamo migliorato alcuni aspetti della vita ma per far ciò siamo destinati a pagare un prezzo molto alto. Secondo gli esperti del Ifiaci, infatti:

“La nostra società sempre più pulita e sterilizzata, influenza e rende più fragile il nostro sistema immunitario che, non avendo più lavoro di difesa contro le infezioni da svolgere, arriva a commettere errori frequenti come le reazioni nei confronti degli allergeni che in realtà sono innocui. La presenza di varie allergie e di vari livelli di incidenza impongono un nuovo modo di curare la popolazione, non più in maniera generalizza, ma attraverso terapie personalizzate“.