Social network, croce e delizia. Me li vivo così, con passione e umori alterni. Passano periodi in cui apro il Pc appena sveglia per controllare account di Facebook e Twitter ancor prima di aver bevuto il caffè, altri in cui ho un rifiuto quasi fisiologico di questi “marchingegni del demonio”.

Non so da cosa dipenda, se dalle fasi lunari, Saturno tra i piedi o semplicemente da un pessimo e umoralissimo carattere avuto in consegna fin dalla nascita.

Però questo è uno di quei periodi lì, quelli in cui non sopporto l’ansia comunicativa di perfetti sconosciuti che tentano in ogni modo di ficcanasare nella mia vita privata. Se si chiama privata, ci sarà un perché, no?

Ma tu sei un personaggio pubblico” qualcuno di voi potrebbe obiettare. Col cavolo, risponde la Lisa in versione misantropa. Col cavolo perché sono un personaggino da poco come tanti altri che, a differenza mia, spiattellano in giro presunti flirt e vengono, inspiegabilmente, paparazzati mentre escono per manina con qualcuno da noti ristoranti.

Ai tempi in cui ero mediaticamente appetibile perché “prezzemolavo” gli schermi televisivi, più volte mi sono stati proposti finti fidanzati e servizi “rubati” fuori da questo o quel locale. La pubblicità è l’anima del commercio, e in questo caso la merce sarei stata io, con la mia vera o presunta vita privata. Forse sbagliando, anche quasi sicuramente, non ho mai voluto mettere in vendita le mie relazioni personali, anche quando avrebbero potuto essere appetibili, perché credo appunto nel diritto ad avere una sfera privata, un angolo prezioso dove rifugiarsi, un posto caldo che non sia raggiungibile da parte di nessuno che non sia persona a me intima, “amico di Facebook” o “follower di Twitter” compresi.

Perché certo, i social network sono un bellissimo e grandioso gioco ma tu, pincopallo qualsiasi che mi scrivi potresti essere chiunque e a me, donna con sacche di resistenza romantiche da vecchia bacucca, piace piangere e ridere delle mie gioie e dei miei dolori privati solo con persone fatte di carne conosciuta e reale.

Non mi va l’idea di concedermi  totalmente, di darmi in pasto al mondo senza precauzioni. E credo che sia una posizione decisamente saggia, viste le vicende surreali che sono capitate ad alcune amiche, perseguitate da personaggi inquietanti che paiono aver fatto dello stalkeraggio violento la loro missione di vita.

Quindi, che uno sia o meno un personaggio noto, è buona regola ricordarsi che esiste un “lato oscuro della forza” anche dei nostri amati social. E, oltre al fatto che è buona norma “igienica” non esporre la propria intimità, a meno che non nutriate un’insana passione per telefonate notturne da parte di sconosciuti o appostamenti sotto casa, è tutto sommato interessante dare l’idea che ci sia ancora qualcosa di voi da scoprire…