Da uno studio condotto dall’Università del Minesota sono emerse informazioni circa l’incidenza che il consumo dei cosiddetti “soft drinks” potrebbe avere nello sviluppo di tumori al pancreas.
Del resto è risaputo che parte dei giovani fa settimanalmente uso di alcolici e bibite a bassa gradazione; lanciare un’informazione in tal senso potrebbe influire positivamente sulla prevenzione di tale problema.
Analizzando i dati di più di 60.000 persone nel corso dei 14 anni necessari per concludere tale ricerca è stato appurato che il rischio di sviluppare un carcinoma al pancreas per coloro che fanno abitualmente uso dei drink è maggiore del 87% rispetto a chi non è solito consumare questo genere di bevande.
Il problema, oltre alla gradazione alcolica, risiederebbe anche nella presenza di gas e zuccheri presenti nelle bibite che piacciono a tanti di noi. Non ci sarebbero rischi, invece, nei normali succhi di frutta.
Afferma Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol del Cnesps:
“Le bevande fruttate, zuccherate, con le bollicine sono create soprattutto per i ragazzi, perché incontrano di più il loro gusto. E anche se hanno un tasso alcolico ridotto non sono per nulla salutari, specie se bevute sistematicamente o in quantità esagerate”.
Le indagini effettuate nel corso del 2009 hanno rilevato che di norma i ragazzi italiani iniziano a bere, seppur in forma limitata, a soli 13 anni, passando al consumo regolare di tali bibite a 15 anni. Birra e superalcolici sarebbero i preferiti, assieme al vino.
Nessun divieto comunque, è necessario solo un po’ di sano autocontrollo e prestare attenzione a quanto spesso vengono assunte le varie bibite, onde evitare di esagerare.
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