La vita chiede sempre di venire al mondo, in qualunque parte del mondo. Anche in un teatro di guerra. Così un bambino è nato a Camp Bastion, la base britannica in Afghanistan, dove generalmente sono ben altre le incombenze sanitarie dei medici. Un parto leggermente prematuro (35 settimane), per opera di una donna soldato britannica che aveva accusato forti dolori all’addome: a quanto pare, non sapeva di essere incinta.

L’evento di un parto in un campo militare è più unico che raro: nessun altro nato si è mai registrato in questo conflitto che dura ormai da più di un decennio. L’unica spiegazione possibile è che la donna abbia concepito il figlio prima di partire per la missione, e non si sia mai accorta del suo stato. Tecnicamente è possibile, ci sono donne abituate a prolungati periodi di assenza del ciclo mestruale e tendono a non dargli peso. E tra i tanti test e controlli a cui sono sottoposti i militari, non è previsto quello sulla gravidanza.

Un medico intervistato dalla BBC ha provato a dare ulteriori spiegazioni:

«I sintomi della gravidanza variano nella loro intensità da una donna all’altra e anche le dimensioni del cambiamento fisico possono differire di molto. ad esempio se sei molto giovane, oppure verso i quaranta e le modificazioni del corpo possono essere confuse con quelle dell’età, è più facile non rendersi conto di essere incinta. Inoltre, in situazioni di forte stress, o di vita o di morte, si può essere così concentrati su ciò che sta accadendo che la mente, per difendersi, mette al riparo da ogni ansia i segni di gravidanza che potrebbero verificarsi.»

La donna fa parte della Dodicesima Brigata Meccanizzata della Royal Artillery, la stessa che qualche giorno fa è stata attaccata dai talebani, e ha dovuto superare un addestramento in loco spaventoso. Ha dell’incredibile che il forte stress psico-fisico a cui si è sottoposta (marce e corsa sotto il sole, armi pesanti, poco sonno) in questi mesi non abbiano causato danni al feto. Il ministero della Difesa britannico ha subito comunicato che madre e figlio stanno bene e che, ovviamente, non è abitudine del ministero spedire donne incinta in operazioni militari ad alto rischio.

Non essendo mai capitata una nascita in un contesto del genere, da uno staff di pediatri e medici specialisti è stato messo su un cargo diretto verso il paese, perché nella base militare non ci sono medici preparati per offrire tutte le cure di cui mamma e bambino hanno bisogno.

I casi di soldatesse incinta sul campo di battaglia sono in aumento, soprattutto proprio tra i militari inglesi, ma spesso è frutto di un inadeguato controllo e in ogni caso vengono rispedite subito a casa. In questo caso, invece, il bambino passerà alla storia come il più piccolo soldato di tutti i tempi.

Fonte: BBC