Solo SKY rende giustizia al profilo di Mike Bongiorno a un anno esatto dalla sua morte. Sostiene questo Aldo Grasso, che dalle pagine del Corriere della Sera commenta la commemorazione dello scomparso presentatore, mandata in onda sui tre principali network televisivi.

Rai, Mediaset e SKY hanno voluto parlare di Mike Bongiorno, con tempi e modalità diverse: secondo Grasso, il ricordo della Rai è stato “striminzito e malfatto” durante la puntata di “UnoMattina Estate” dello scorso mercoledì, mentre Mediaset ha fatto meglio, dedicandogli “Vite Straordinarie” su Rete 4. Ma il servizio migliore è stato realizzato da SKY, su SKY Uno per la precisione, che ha mandato in onda “Allegria Day“, un’intera giornata dedicata a Bongiorno.

Molto interessanti le interviste realizzate dal figlio, Nicolò Bongiorno, che ha ascoltato molti personaggi televisivi che avevano lavorato col padre e hanno fornito un ricordo fedele e per certi versi ampiamente inedito. Tra gli intervistati Pippo Baudo, Fabio Fazio e Fiorello.

Fiorello ha raccontato la sua percezione di Mike:

Per me era la televisione. Mike dava proprio l’idea della professionalità, ora con me si è lasciato andare ma ai tempi non si poteva troppo scherzare, dovevano essere rispettati i copioni, secondo me nascondeva la sua comicità dietro le sue gaffe, le sue non erano gaffe ma lampi di genio comico.

Mentre Fabio Fazio ha chiosato narrando un episodio dell’infanzia del presentatore:

Un aspetto che mi colpì fu quando raccontò che lui da bambino spesso stava sul terrazzo da solo “perché ero miope e nessuno aveva capito che ero miope”. Il mondo in questo senso diventa più piccolo e più autoprotettivo ma anche più solo, quell’immagine del bambino timido e solo mi ha davvero toccato, mi ha fatto molta tenerezza e credo che quella solitudine e quella timidezza lì non le abbia mai superate.

Poca riconoscenza quindi verso Mike da parte della TV, secondo Grasso. Eppure, alcuni linguisti sostengono che siamo tutti figli di Bongiorno. Fu lui, in effetti, nel periodo in cui l’italianizzazione di massa avveniva attraverso la televisione, a proporre il modello linguistico dell’italiano regionale parlato a Milano: per questa ragione, molti di noi usano la “e” aperta a sproposito, perché l’abbiamo appresa dalla celebre frase, non ancora tormentone:

Vuole la uno, la due o la tre?