Arriva il 10 maggio in sala Song to Song, ultima fatica per il cinema di Terrence Malick con un cast all star: ecco la recensione del film che vede, accanto a Rooney Mara, attrice americana decisamente sulla cresta dell’onda (solo lo scorso anno l’abbiamo vista in “Lion“, “The Secret Scripture” e “Una“, tutti e tre presentati alla Festa del Cinema di Roma), Ryan Gosling (candidato all’Oscar per La La Land“), Michael Fassbender, Natalie Portman (candidata all’Oscar per “Jackie“), Cate Blanchett, Val Kilmer e, nel ruolo di se stessi numerosi artisti di fama internazionale, tra cui Patti Smith e Iggy Pop.

Protagonista assoluta di Song to song è la musica, da tempo compagna inseparabile dell’immaginario visivo di Malick. La musica – pop, rock e punk – funge da collante, tra flashback e anticipazioni, in un ritmo narrativo assolutamente personale, quasi psichedelico.

Malick ha girato il film durante tre importanti festival musicali di Austin: l’Austin City Limits Festival, il South by Southwest, il gigantesco festival multimediale che si celebra dal 1987 e il Fun Fun Fun Fest, che ha il merito di scoprire sempre nuovi talenti. La produzione ha poi utilizzato le apparizioni ad Austin della leggenda del punk, Iggy Pop, della band alternativa inglese dei Florence and the Machine, e di John Lydon (alias Johnny Rotten, ex membro dei Sex Pistols). Lauren Marie Mikus, supervisore musicale del film, ha usato anche le performance di artisti come Big Freedia, la Regina del Bounce, che rappresenta lo stile hip-hop di New Orleans; i Neon Indian, la band elettronica emergente del Texas; i Major Lazer, un trio elettronico; i Die Antwoord, famosi rapper sudafricani; oltre che di tanti altri gruppi locali, tra cui i Blaxploitation e gli Hundred Visions.

Song to Song con Natalie Portman e Ryan Gosling: trama

Austin, in Texas, è la capitale della musica live del mondo, famosa per i suoi numerosissimi festival musicali, club, bar e locali di musica country, ma anche per le masse di aspiranti musicisti che lì inseguono una vita di libertà creativa, a prescindere da quale sia il loro genere musicale: country, folk, blues, new wave, punk o rock. È qui che si incontrano due musicisti, Faye (Rooney Mara) e BV (Ryan Gosling); è qui che si amano il magnate e dell’industria musicale Cook (Michael Fassbender) e la giovane cameriera Rhonda (Natalie Portman). Musica, amore e tradimenti in nome di una libertà da conquistare, raccontati dalla macchina da presa, inconfondibile, di Terrence Malick.

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Song to Song con Natalie Portman e Ryan Gosling: recensione

Terrence Malick, regista da sempre affascinato dalla filosofia, torna con “Song to Song” a una tematica a lui cara, già affrontata con “Tree of Life” e “To the Wonder“: la difficoltà dell’amore in tutte le sue forme. Ancora una volta il suo stile rarefatto e anti-narrativo affascina o respinge, si adora o annoia a morte. Chi ama perdersi negli anfratti della propria mente e partire alla scoperta di quella degli altri, non potrà che amare questa lunga – e visivamente splendida – riflessione sull’animo umano.

Il regista si serve della musica, della poesia (da Rimbaud a Blake), del potere immaginifico dei colori per mettere in scena l’ennesimo paradiso perduto, la nuova caduta da un Eden che – stavolta – sembrava scontato: ecco allora infinite inquadrature di mani, che accarezzano, scivolano sui corpi e sulle cose, si stringono, si lasciano, non riescono ad afferrare con forza quello che non credevano di voler possedere davvero. Un film fatto di corpi, di visi, di sguardi inseguiti, catturati, deformati dalla macchina da presa, che trova negli occhiali da sole, onnipresenti, un oggetto feticcio – che ora nasconde ora svela – e nel sesso un contrappunto quasi indispensabile (“Ho preso il sesso, un dono. Ci ho giocato. Ho giocato con la fiamma della vita“, dirà Faye in una delle sue sofferte elucubrazioni mentali) per arrivare alla dannazione o per trovare la libertà.

Attori tutti bravissimi – e bellissimi – e strepitose le apparizioni di Patti Smith, nel ruolo di se stessa, leggenda del rock che si fa divinità e indica la strada per non perdere il paradiso.