Dormire poco fa male al sesso. A confermarlo è uno studio condotto da Ronald Virag, andrologo francese esperto di sessualità maschile, che ha analizzato il rapporto tra sonno e qualità dei rapporti.

Secondo la sua tesi in dieci anni gli italiani, a causa del lavoro, ma soprattutto della permanenza davanti a personal computer, alla televisione, e ultimamente anche agli altri dispositivi mobile, hanno detto addio alla bellezza di un’ora di sonno. E così, nella media, si dorme non più di sette ore a notte.

Le ore diventano due se si considera un arco temporale più lungo: rispetto a trent’anni fa, infatti, l’intero l’Occidente dorme addirittura due ore di meno, mentre nel nostro paese il 30% soffre di qualche forma di insonnia. E questo mette a rischio anche il rapporto sessuale.

Ma da dove nasce il rapporto causa-effetto tra la mancanza di sonno e la riduzione dei rapporti sessuali? Lo spiega lo stesso Virag: “Nella fase Rem, rapidi movimenti oculari e concentrazione dei sogni, c’è un aumento del flusso sanguigno con maggiore apporto di ossigeno e nutrienti. Abbiamo quattro o cinque di questi cicli quando si riposa in modo adeguato. Dormendo poco e male, invece, si rischia si rischia di saltare questa fase e i tessuti diventano carenti di ossigeno. Con tutte le conseguenze a cascata che ne derivano”.

Un gruppo di suoi collaboratori ha scoperto, inoltre, che gli uomini con diminuite o assenti erezioni notturne hanno più difficoltà nel rapporto di coppia anche da svegli. Per non parlare, poi, del fatto che dormire poche ore fa ingrassare (si finisce per mangiare di più soprattutto i carboidrati) e non aiuta il cervello a ripulirsi dalle tossine, come è stato appena confermato da una ricerca della University of Rochester Medical Center e pubblicato sulla rivista Science.

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