La stanchezza è tra i disturbi più comuni legati alla gravidanza, anche se non tutte le future mamme la vivono con la stessa intensità: per alcune si limita a un fastidio sopportabile, per altre diventa invece a tal punto debilitante da compromettere lo svolgimento delle attività quotidiane. Contemporaneamente, si avverte la necessità di più ore di sonno mentre a ogni sforzo fisico, anche modesto come salire le scale o fare la spesa, può seguire la necessità di sedersi o stendersi a riposare. Queste sensazioni, amplificate in caso di caldo, sono più evidenti nel primo e nell’ultimo trimestre di gravidanza: ecco alcuni rimedi efficaci.

La stanchezza fa 90. Spossatezza, alterazione del gusto, nausea, disturbi dell’umore: nei primi 90 giorni della gravidanza, la produzione di nuovi ormoni come la gonadotropina corionica umana e il progesterone permette all’embrione di attecchire e svilupparsi correttamente, ma è anche diretta responsabile dei fastidi e della sensazione di sonnolenza perenne. Per prima cosa, cerca di non strafare e asseconda il tuo corpo: se senti il bisogno di chiudere gli occhi… fallo! Non fumare e smetti di assumere superalcolici, limita l’assunzione di the, caffè, cioccolata e bevande gasate specie nel pomeriggio e di sera: riposerai meglio durante la notte. Infine, per non rimanere mai senza energie, mangia poco e spesso: questo ridurrà anche la sensazione di nausea; opta per un regime alimentare bilanciato che contempli frutta, verdura, proteine e cibi ricchi di calcio e fibre.

Una salute… di ferro! Nel trimestre centrale della gravidanza, la stanchezza dovrebbe tendere a diminuire: se così non fosse, una continua spossatezza potrebbe indicare una anemia che, nella maggior parte dei casi, si presenta in una forma lieve e transitoria e che è determinata dalla crescente richiesta di ferro da parte del feto. Consulta il tuo ginecologo se avverti anche palpitazioni e fiato corto: l’anemia potrebbe compromettere il corretto sviluppo del feto e causare problemi durante il parto. Oltre all’emocromo di routine, altri esami utili sono la sideremia, la transferrina e la ferritina. Intanto, aumenta il consumo di alimenti ricchi di ferro (asparagi, noci, fagioli, avena, uova e verdure a foglia larga) e di vitamina B12 (carne specie rossa, latticini e legumi); non dimenticare di assumere in concomitanza vitamina C per favorire l’assorbimento del ferro.

Senza fiato. Negli ultimi tre mesi di gravidanza, il tuo bambino ti lascia letteralmente senza fiato: infatti, l’utero ormai aumentato di volume solleva il diaframma rendendo il tuo respiro più breve e affannoso. Non aiutano a riposare di notte il mal di schiena e il dolore sciatico o le frequenti incursioni notturne in bagno (l’utero comprime la vescica…). Cosa fare? Concediti dei momenti di relax, utili anche per allontanare la paura del parto, evita gli sforzi e i cibi speziati o pesanti a cena; bevi di meno prima di andare a dormire e concentrati solo su pensieri positivi: ce l’hai quasi fatta!

a cura di Valentina Fumo

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