Si tratta di alcune delle domande più diffuse in assoluto fra le future mamme: “Quali medicine posso prendere in gravidanza?”,  “Quali possono fare male al mio bambino?” Anche nel corso dei nove mesi, infatti, compaiono disturbi come mal di testa, mal di gola, vomito o allergia: il luogo comune è che non si possa ricorrere a nessun farmaco perché tutti comportano un rischio teratogeno, cioè di malformazioni del feto. In realtà non è così: esistono diversi principi attivi che possono essere usati senza pericoli perché non sono in grado di attraversare la barriera della placenta e, quando lo fanno, sono innocui per il nascituro. L’importante è seguire sempre le indicazioni del medico e non ricorrere mai all’autoprescrizione, neanche per quanto riguarda i farmaci da banco.

Le donne affette da una malattia cronica non devono smettere di curarsi: spetterà al medico decidere il ritocco della terapia alla luce della gravidanza, aggiustando il dosaggio, variando i farmaci, o passando a monoterapie in modo da conciliare le esigenze di salute della mamma con quelle del bambino. Purtroppo a volte, presa dall’ansia, la futura mamma tende a curarsi con ritardo o a assumere una dose di farmaco inferiore a quella indicata dallo specialista: un grave errore che può comportare un peggioramento della sintomatologia e la necessità di una cura maggiormente aggressiva.

Come dicevamo, è vietato il fai-da-te sia con i farmaci con obbligo di ricetta, sia con quelli di automedicazione. Stesso discorso per gli integratori alimentari e i fitoterapici: naturale non è mai sinonimo di innocuo; si tratta di estratti di piante contenenti principi attivi non sempre innocui e bisogna averne consapevolezza. Per lo stesso motivo, evitate di regolarvi sulla base del foglietto illustrativo.

I farmaci controindicati in modo assoluto in gravidanza per l’alta incidenza di malformazioni correlate al loro uso sono pochi; fra questi:

1. L’acido retinoico, usato per il trattamento di forme di acne severa

2. L’acido valproato, un antiepilettico (in questo caso bisogna anche considerare che l’incidenza di malformazioni è dose-correlata e che un dosaggio basso associato a dosi massicce di acido folico può ridurre il rischio)

3. Gli antibiotici della famiglia delle tetracicline

4. I FANS, cioè gli antinfiammatori non steroidei con eccezione dell’acido acetilsalicilico che a basso dosaggio viene prescritto in caso di trombofilia per rendere il sangue più fluido

5. Il metimazolo, usato nel trattamento dell’ipertiroidismo

6. Il litio, usato in psichiatria specie per la sindrome bipolare

7. Gli antipertensivi ace-inibitori

8. I chemioterapici

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