La notizia non è stata ancora confermata definitivamente ma, secondo indiscrezioni, pare sia stata sospesa la condanna per impiccagione a Sakineh Mohammadi Ashtiani.

Un’ultimora che farebbe tirare un respiro di sollievo a chi da tempo si batte per la liberazione della donna iraniana.

Dopo le utlime notizie che ne dichiaravano il rilascio imminente, poi smentito, la donna è stata protagonista di un video-farsa dove illustrava davanti ai figli il modo in cui aveva collaborato all’uccisione del padre.

Sakineh era stata portata eccezionalmente all’interno della casa dove viveva con la sua famiglia e costretta a recitare per illustrare la dinamica dell’omicidio.

Ricordiamo che la donna era stata incriminata per adulterio e omicidio, reati punibili in Iran con la lapidazione; ma il perdono concessole dai figli, che tanto si sono battuti per la sua vita, pare abbia convinto il governo iraniano a ridiscutere sulla sua sorte.

Da una lettera del presidente della Commissione parlamentare iraniana per i diritti umani Zohre Elahian, indirizzata al neo presidente brasiliano Dilma Rousseff, si apprende:

Sebbene la sentenza alla lapidazione non sia ancora stata completata la sentenza all’impiccagione è stata sospesa a causa del perdono.

Il Brasile, nella persona dell’ex Presidente Lula, aveva offerto asilo politico alla donna e sostegno nella sua battaglia per la libertà.