Quando dieci anni fa partì la prima edizione del Grande Fratello, l’Italia guardò al reality show con un occhio di traverso e l’altro incollato al televisore. Si sa che le novità sono accolte con sospetto generale, ma giungevano anche voci da altri paesi d’Europa, in cui la trasmissione non era certo nuova, che non sostenevano certo un grande successo.

Eppure da dieci anni, il GF in Italia tiene benissimo. Inizialmente, esistevano molte incertezze relative all’edizione del decennio, quella che sarebbe stata la più lunga e in cui si sarebbe dovuta tenere particolare attenzione alla salute mentale degli abitanti, una volta usciti dopo oltre quattro mesi di isolamento.

Ma, stasera, vada come vada, un vincitore certo esiste e si conosce già: il Grande Fratello, premiato dagli ascolti e dall’immenso interesse suscitato, perché non importa che il reality piaccia o non piaccia, finiamo per guardarlo o almeno per esserne informati. Proprio come avveniva nel romanzo di George Orwell “1984”, da cui prende il nome il format di origine mitteleuropeo, in cui i personaggi erano costretti dal regime a essere spiati da un teleschermo.

In Gran Bretagna, proprio quest’anno, il Big Brother è stato cancellato. Perché in Italia il successo continua? Possiamo avanzare qualunque ipotesi sulle sorti di questo reality show, ma certamente nel Belpaese abbiamo un fenomeno unico al mondo: la Gialappa’s band.

Grazie a questi tre uomini scanzonati, seguiamo le vicende dei ragazzi nella casa di Cinecittà e una risata ci scappa sempre, perché la Gialappa’s riesce a farci vedere il lato “oscuro” della casa, quello più risibile e meno serioso, una sorta di “dietro le quinte”, in cui le quinte non esistono, dato che il programma va in onda senza pause ventiquattro ore al giorno.

E la Gialappa’s, fin dalle prime puntate, riesce sempre a scovare “i personaggi”, quelli che riescono a imporsi nel gioco, per una ragione o per un’altra.

Mentre la Gialappa’s si inserisce nei fattori di successo, non sono nemmeno da tralasciare le conseguenze. Quella più lampante quest’anno, dato il successo del social network Facebook, sono i gruppi e le fanpage che hanno costituito un retroterra adatto a discutere e a fare il tifo. Oltre alla fanpage di Mauro Marin esistono anche quelle degli altri concorrenti, da Maicol Berti a Giorgio Ronchini e Veronica Ciardi.

Quest’ultima è stata forse la maggiormente bersagliata su FB, per via della sua verve sentimentale, attraverso link dal titolo, ad esempio, “Veronica: mamma, ti amo! – Stia attenta signora, questa qui si fa anche lei”.

Infine, ci sono da annoverare i forum dei singoli concorrenti. Emblematico il fatto che esistano a tutt’oggi, e siano ancora attivi, i forum su Federica Rosatelli, partecipante alla scorsa edizione e squalificata per il lancio di un bicchiere: una volta entrati nella casa, i concorrenti del GF entrano nel nostro immaginario, nel bene e nel male.