Speciale Lost: cos’è l’isola? La risposta deluderà in ogni caso

lost-locandina3.jpg

La prima stagione di “Lost” è sicuramente una delle cose più interessanti viste in TV, e per molti versi l’unica imprescindibile.

Da lì in poi, la famosa serie TV ideata da J.J. Abrams, ha donato a tutti gli appassionati poche e inutili informazioni, nessuna di queste è risultata essere fondamentale ai fini della narrazione.

I telespettatori si sono incollati al teleschermo in un climax che conduceva a una sola e fondamentale domanda: che cos’è l’isola?

A dispetto della famosa lettera di George Lucas, il quale andava a complimentarsi con i creatori di “Lost” per aver programmato tutto sin dall’inizio, in più di un’occasione si è avuta la sensazione che la storia girasse a vuoto, perdendo di vista la sostanza della narrazione.

Un esempio, che rafforza la tesi dei non pochi detrattori della serie, arriva con la scoperta e l’apertura della misteriosa botola verso la fine della prima stagione. Scoperta che caricava di attesa il prosieguo del telefilm, per poi rivelarsi come una semplice trovata per alimentare il mistero, unico motore centrale dello sviluppo narrativo di “Lost”.

A dispetto di quelli che possono sembrare come tanti ed insoluti misteri presenti nel telefilm, molti di essi servono solo ad accrescere la curiosità dello spettatore. Anche l’amore in “Lost” diventa un’appendice, è freddo, nonostante i presunti sacrifici, gli amori presenti all’interno del telefilm sanno di farsa.

Esattamente come la morte, che sull’isola in alcuni casi è priva di alcun senso, diviene una dimensione dalla quale si può ritornare, grazie all’utilizzo dei flashback e flashforward, e non solo, basti pensare al caso di Locke o presunto tale.

Il solo ed unico segreto che lega gli spettatori alla visione della nota serie TV resta l’isola, per scoprire cosa sia e cosa nasconda.

A risposta avvenuta non si potrà che restare delusi, un’intera serie TV basata sul mistero, una volta svelato, non sarà mai all’altezza delle aspettative create: sei anni sono davvero troppi, non c’è botola o fumo grigio che tenga.

Se vuoi aggiornamenti su Speciale Lost: cos’è l’isola? La risposta deluderà in ogni caso inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

Tag: j.j. abrams, lost
  • Monica

    credo che il telefilm ruoti intorno all’unica protagonista…cioè l’isola e il suo mistero da svelare. tutto il resto è relativo. anche le storie d’amore, ma non posso cocnordare completamente con l’opinione di chi scrive. ad esempio la storia di Jin e Sun è molto sentita e anche commuovente.

    io, “figlia” di x file, ho atteso 9 anni che Fox e Scally si baciassero. questo per sottolineare che non sempre un buon telfilm deve ruotare sul binomio sesso e carnazza e nemmeno solo sull’amore fine a se stesso.

    Lost è strutturato in questo modo, L’isola è l’unica protagonista. ma è anche vero che questa sesta serie è così carica di aspettative da parte del pubblico che, difficilmente, la soluzione finale potrà accontentare tutti!

  • vael

    Questa tesi del rimanere delusi si basa sul dare una spiegazione o una risposta al mistero…e se lasciassero gli spettatori senza una vera spiegazione? Lasciando “scegliere” a ognuno la propria fine? A quanto pare è molto probabile anche questa opzione della “libera scelta”, visto che oltre al finale ufficiale ce ne sono altri 2 =)

  • Gianni Chirico

    È difficile pensare che dopo sei anni di attesa la risposta possa essere lasciata agli spettatori.

    Un finale aperto stile “X-Files” è un conto, quello era perfetto, ma gli spettatori di “Lost” meritano una spiegazione (ma di quelle concrete, parliamo di sei anni di misteri insoluti o quasi).

    In caso contrario gli sceneggiatori non solo paleserebbero una mancanza di coraggio, ma una imperdonabile assenza di rispetto per gli affezionati e fin troppo pazienti spettatori.

    Per quanto riguarda le storie d’amore all’interno della serie, ho sempre avuto la netta sensazione che venissero utilizzate come riempitivo, proprio come molti flashback e flashforward.

  • PukkaNaraku

    Per niente daccordo con chi scrive quest’articolo…il vero protagonista di Lost non è nè l’isola nè i personaggi che la abitano…ma l’essere umano, in quanto tale, nell’insieme di tutte le sue sfaccettature…ed ecco che trovano un senso i flashback, i flashforward e i flashsideways presenti in questa ultima sesta e tanto criticata, a parer mio fin troppo, stagione.L’Isola anche se non viene spiegata in modo esaustivo, in quanto luogo criptico e misterioso, ma vien lasciata lì alla libera interpretazione dando solo l’allusione che fosse reale, è solo una metafora di redenzione…certo magari detta così sembra molto riduttiva come spiegazione, ma fondamentalmente è la più sentita da parte mia. Deluso un pochetto solo per la mancanza di vere e proprie risposte concrete, ma fondamentalmente più ci penso e più credo che se avessero cercato di darle nessuna sarebbe stata coerente e soddisfacente, quindi forse è meglio aver lasciato il tutto velato, spiegando quello che è stato possibile spiegare…che ci resta quindi dopo 6 anni direte voi?Una forte ed intensa esperineza di vita, caratterizzata da personaggi veri ed emotivi(e non come vengono descritti dall’autore del post, “finti e costruiti”, suvvia come si fa a restare indiferrenti di fronte alla storia di Sun e Jin, o di un Hurley), con una morale finale vera e pienamente sentita in tutto ciò che ha rappresentato e rappresenta Lost…la vita, un lungo viaggio attraverso l’amore, le esperienze e le persone, che non si ferma alla morte, ma va ben oltre…
    Dopotutto si sa, Lost è stato fin dall’inizio un connubio di Fede e Scienza(o fantascienza XD), dove la fede svela ciò che la scienza non può e viceversa…
    Finisce una volta solo…tutto ciò che avviene prima è soltanto progresso…

  • Gianni Chirico

    Una forte ed intensa esperineza di vita…?

    Beati voi che avete occhi.

  • antimo

    Deluso e inquietato dal finale di lost. Deluso oltre ogni mia aspettativa negativa. A mio parere la serie poteva concludersi in maniera più degna e originale, nonostante la saturazione di colpi di scena, morti e resurrezioni incredibili o grottesche. Lost per me, nonostante la passione provata soprattutto per le prime stagioni, rappresenta oggi anche il degrado di un mondo vuoto e chiuso in una cappa soffocante. Ridurre gli episodi delle ultime 3 stagioni per lavorare con più tranquillità ha rappresentato per me la speranza di vedere un prodotto televisivo non maltrattato da strategie produttive incomprensibili certe volte. Purtroppo manco questo è servito.
    Io trovo che le prime 2 stagioni siano ben fatte e abbiano qualcosa da dire. I flashback, anche se apparentemente inutili, son stati congeniali da un punto di vista narrativo, rafforzando i comportamenti e le sceltre dei personaggi, dando enfasi per somiglianza o contrasto rispetto al passato. A questo però doveva seguire necessariamente una maggiore coerenza nell’evoluzione degli stessi personaggi da parte degli sceneggiatori ma, purtroppo, a poco a poco, tutto si è sfaldato, ed i personaggi si son ridotti ad essere delle maschere che duravano per una puntata. La terza serie ha cominciato a perdere qualche colpo ma non posso negare che mi abbia commosso ed esaltato il finale, con la morte di curly, l’arrivo di “soccorsi” e il cambiamento del flashback in flashforward (per quanto possa essere facile pensare che per gli autori desiderosi di un colpo di scena sia stato facile fare il salto e passar dal passato al futuro, io trovo comunque che il risultato sia stato ottimo, raffinato, e coinvolgente nella visione (Kate che compare dal buio fu un qualcosa di tremendamente intrigante per me, mentre Jack cominciava però già a perdere colpi come personaggio).
    La terza stagione è interessante perché ripropone di nuovo lo schianto dell’aereo vissuto però dagli “altri” (il cambiamento di prospettiva, dopo aver visto l’inizio della prima e della seconda stagione, non è stato stancante e l’ho trovato degno di un De Palma, Lynch e Tarantino sinceramente). Il personaggio nuovo di Juliet aggiungeva inoltre qualcosa alla terza stagione e personalmente a me è piaciuto tantissimo all’inizio.
    Per quanto riguarda le storie d’amore, penso che quella più carina (anche se già vista) è stata fra quei due che alla fine muoiono per quel sacchettino di diamanti (e quell’episodio, pur avendomi interdetto un po’, alla fine l’ho trovato coraggioso). Altra storia che aveva del potenziale è stata quella fra Juliet e Soyer, ma è stata trattata malissimo dagli sceneggiatori.
    Said invece era ridicolo con Shannon e il suo personaggio l’ho trovato sempre un po’ forzato (la scelta di inserirlo era comprensibile dopo l’11 settembre).
    Ci sarebbe tanto altro da aggiungere, l’isola stessa poteva nel finale esser una bella metafora. Ma alla fine tutto si schianta davvero nel finale forse più brutto della storia dei telefilm.

  • Gianni Chirico

    La mia è solo una sensazione, eppure sono convinto che ritroveremo “Lost” nelle sale cinematografiche fra qualche anno.

    La delusione provata da molti degli appassionati della serie TV, potrebbero spingere la produzione a seguire un progetto del genere.

Oroscopo
  • Oroscopo Ariete
  • Oroscopo Toro
  • Oroscopo Gemelli
  • Oroscopo Cancro
  • Oroscopo Leone
  • Oroscopo Vergine
  • Oroscopo Bilancia
  • Oroscopo Scorpione
  • Oroscopo Sagittario
  • Oroscopo Capricorno
  • Oroscopo Acquario
  • Oroscopo Pesci