La prima stagione di “Lost” è sicuramente una delle cose più interessanti viste in TV, e per molti versi l’unica imprescindibile.

Da lì in poi, la famosa serie TV ideata da J.J. Abrams, ha donato a tutti gli appassionati poche e inutili informazioni, nessuna di queste è risultata essere fondamentale ai fini della narrazione.

I telespettatori si sono incollati al teleschermo in un climax che conduceva a una sola e fondamentale domanda: che cos’è l’isola?

A dispetto della famosa lettera di George Lucas, il quale andava a complimentarsi con i creatori di “Lost” per aver programmato tutto sin dall’inizio, in più di un’occasione si è avuta la sensazione che la storia girasse a vuoto, perdendo di vista la sostanza della narrazione.

Un esempio, che rafforza la tesi dei non pochi detrattori della serie, arriva con la scoperta e l’apertura della misteriosa botola verso la fine della prima stagione. Scoperta che caricava di attesa il prosieguo del telefilm, per poi rivelarsi come una semplice trovata per alimentare il mistero, unico motore centrale dello sviluppo narrativo di “Lost”.

A dispetto di quelli che possono sembrare come tanti ed insoluti misteri presenti nel telefilm, molti di essi servono solo ad accrescere la curiosità dello spettatore. Anche l’amore in “Lost” diventa un’appendice, è freddo, nonostante i presunti sacrifici, gli amori presenti all’interno del telefilm sanno di farsa.

Esattamente come la morte, che sull’isola in alcuni casi è priva di alcun senso, diviene una dimensione dalla quale si può ritornare, grazie all’utilizzo dei flashback e flashforward, e non solo, basti pensare al caso di Locke o presunto tale.

Il solo ed unico segreto che lega gli spettatori alla visione della nota serie TV resta l’isola, per scoprire cosa sia e cosa nasconda.

A risposta avvenuta non si potrà che restare delusi, un’intera serie TV basata sul mistero, una volta svelato, non sarà mai all’altezza delle aspettative create: sei anni sono davvero troppi, non c’è botola o fumo grigio che tenga.