OGM è un acronimo che sta per Organismo Geneticamente Modificato e che quindi indica un organismo in cui il DNA è stato modificato in laboratorio per essere migliorato. Il tutto comporta lo spostamento di parti di DNA da un organismo all’altro: la si può anche definire eugenetica delle piante, ma solleva sempre tante perplessità. Naturalmente, infatti, non ci sono solo luci sugli OGM, ma anche ombre, tanto che in Italia la loro diffusione nei prodotti alimentari è basata su leggi ferree, che ne regolano l’utilizzo e la vendita. Ma come fare quando si effettua la propria spesa quotidiana, per capire se si sta acquistando un prodotto che contiene OGM?

Quando si fa la spesa, risalire a se i prodotti che mettiamo nel carrello contengano OGM e no è abbastanza facile, perché la legge italiana costringe i produttori a evidenziarlo sull’etichetta. Leggere l’etichetta è infatti molto importante (indipendentemente se si è alla ricerca di OGM), per cui se non si desiderano organismi geneticamente modificati, per esempio nella maionese, si devono rifuggire quei vasetti che riportano la dicitura “amido modificato” sull’etichetta. Ma questa paura degli OGM non sarà eccessiva?

Certo, un prodotto naturale al 100%, non modificato, non irrorato e senza conservati, appare essere l’ideale da portare sulle proprie tavole dopo la spesa. Tanto che i prodotti da agricoltura biologica riscontrano un discreto seguito. C’è però da aggiungere che la legge italiana tutela il consumatore, e a parte qualche caso limite che finisce tristemente agli onori della cronaca, è la legge che tutela cosa mangiamo. Spesso i media ci restituiscono immagini agghiaccianti della spesa, ma si tratta, appunto, di casi limite, che altrimenti non finirebbero in TV o sui giornali, la stragrande maggioranza dei prodotti da supermercato non sono dannosi.

Attualmente i prodotti OGM in commercio sono i derivati da piante come mais, soia, colza e cotone. Si provvede alla modifica genetica di queste piante per proteggerla da parassiti o erbicidi e solitamente non superano la presenza dello 0.9% dell’intero prodotto, altrimenti riportano la specifica dicitura. Tutti gli OGM devono essere stati autorizzati e la procedura è talmente complessa che effettivamente il loro consumo non compromette la salute o il rischio ambientale.