Le abitudini degli italiani che fanno la spesa al supermercato, stanno cambiando velocemente. Secondo l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, oltre alla crisi economica, è necessario registrare il cambio di abitudini delle persone nella scelta dei prodotti acquistati.

Chi preferisce il discount, ad esempio, tende ad acquistare meno pane, pesce, carne bovina e formaggi. Si preferisce, in genere, acquistare cracker, biscotti per la prima colazione, e altri alimenti già pronti e imbustati. Nel reparto macelleria, invece, si tende ad acquistare solo carni bianche e pollo. Quest’ultimo alimento, infatti, viene preferito a carni rosse e tacchino, e viene spesso inserito nel carrello della spesa.

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La crisi economica non ha colpito solo i beni il cui prezzo supera le possibilità degli italiani, anche gli alimenti più comuni sono entrati a far parte della lista dei “meno acquistati”. Le regioni più colpite da questo fenomeno sono quelle del sud d’Italia e le isole, mentre in quasi tutto il nord dello Stivale si registra un leggero aumento nell’acquisto dei beni di prima necessità.

Gli abitudinari dei negozietti sotto casa, magari piccoli supermercati di paese o botteghe ortofrutticole, hanno modificato la routine della spesa, preferendo di gran lunga ipermercati, centri commerciali e discount per risparmiare e usufruire delle numerose offerte.

Tali offerte si riferiscono di solito a ortaggi di quarta gamma: negli ultimi tempi, infatti, c’è stato un aumento dell’acquisto di insalata pronta, già tagliata e lavata, e di ortaggi imbustati precotti o da cuocere in padella. Insomma, verdura da cucinare in poco tempo o direttamente da servire in tavola.

Nonostante la comodità rispetto al consumo degli ortaggi classici, frutta e verdura preconfezionate costano di più. L’acquisto di tali beni di consumo è quindi un vero e proprio “schiaffo” alla crisi economica.

Il pane è sempre meno acquistato mentre vengono spesso scelti surrogati come crostini salati e pane preconfezionato. Tra i beni di prima necessità, invece, il latte e l’olio extravergine d’oliva non hanno subito cali e vengono costantemente acquistati dagli italiani.

Purtroppo per l’economia nostrana, gli italiani tendono ad acquistare sempre meno prodotti tipici come formaggio locale e pesce pescato in acque italiane: le vendite crollano anche per vini e salumi d’origine protetta.

Insomma, ci stiamo dirigendo sempre più verso un carrello della spesa pieno di cibi preconfezionati e facili da cucinare, a riprova che la nostra società sta diventando più frenetica e caotica del passato.