L’insalata in busta è un vantaggio o uno svantaggio? Si tratta di una questione annosa, almeno da quando esiste in commercio, non da troppi anni. Ci sono dei vantaggi assolutamente indiscutibili, come quello di trovare l’insalata già tagliata e disponibile anche quando si è fuori casa, sebbene sarebbe comunque una buona abitudine lavarla con il bicarbonato prima di mangiarla. E magari aggiungerci del succo di limone, che non guasta mai.

L’insalata in busta, nell’immaginario collettivo, è quella acquistata dalla donna in carriera, che è sempre di corsa, conduce una vita frenetica e non ha tempo per niente, anche se sembra impensabile che nessuno non abbia tempo a sufficienza per tagliare e lavare l’insalata, in particolare il radicchio, che si presenta sempre molto sporco di terra. Ma anche l’insalata in busta va lavata, poiché priva di controllo e perché presenta una controindicazione non da poco, quella del costo: a parità di peso, infatti, i singoli ingredienti costano molto meno che l’insalata “cotta e mangiata”.

Ci sarebbe anche una legge dello scorso anno a protezione della corretta filiera dell’insalata in busta, ma in realtà, a tutt’oggi questo tipo di ortaggi costituiscono un potenziale rischio per la salute. L’insalata arriva in azienda, dove viene tagliata, lavata, asciugata e confezionata. Fin qui tutto bene, non fosse altro che comunque gli ortaggi sarebbero prodotti stagionali, eppure l’insalata in busta la si trova nel banco frigo sempre (a meno che il supermercato non l’abbia terminata quel giorno). Questo significa che l’ortaggio, a monte, viene irrorato con concimi chimici, cui si aggiungono anche i pesticidi, perché la coltura intensiva, necessaria per avere il prodotto tutto l’anno e soprattutto in inverno, favorisce gli agenti patogeni.

Inoltre, l’insalata viene trattata con cloro e anidrite solforosa affinché si conservi a lungo: il cloro in particolare riduce l’apporto vitaminico della verdura, e allora a cosa serve mangiarla se non ha neppure più i benefici che la natura ha attribuito? Alcune aziende, per di più, riutilizzano l’acqua oppure usano quella non potabile. In altre parole, il danno e la beffa: tra agenti chimici, cloro e acqua sporca, si finisce per mangiare tutt’altro che un alimento sano e che fa bene alla salute.

Per cui ogni volta che si riempie il carrello della spesa ci si deve porre questa domanda: è proprio necessario comprare l’insalata in busta? A fronte di una potenziale poca sicurezza del prodotto, dell’assenza delle sostanze che varrebbero la pena per consumare la verdura, del costo decisamente antieconomico, è proprio quello di cui abbiamo bisogno?

Fonte: Melarossa.