La crisi economica continua a colpire le famiglie italiane, che sono oggi costrette a riorganizzare la propria spesa per la tavola, abbandonando le abitudini alimentari che avevano quando la situazione economica era differente. È quanto riporta l’Istat, che ha condiviso alcuni dati utili a comprendere quelle che sono le variazioni al modo di fare acquisti alimentari.

Per via della perdita netta del potere d’acquisto, la pressione fiscale alle stelle, il caro-benzina e l’aumento della disoccupazione soprattutto tra i giovani, la crisi economica ha radicalmente cambiato stile e abitudini alimentari degli italiani. Osserva la Cia:

«secondo i nostri ultimi dati, il 71 per cento delle famiglie ha riorganizzato le spese per la tavola: comparando i prezzi con più attenzione (il 65 per cento); cercando sconti, promozioni commerciali e offerte speciali (il 53 per cento); privilegiando le grandi confezioni, il cosiddetto “formato convenienza” (il 42 per cento); comprando quasi esclusivamente nei discount (il 39 per cento). E infatti anche a marzo la tipologia di esercizio che fa registrare l’incremento tendenziale maggiore è proprio il discount, dove le vendite alimentari sono salite del 4,6 per cento. Si tratta di numeri che fotografano una difficoltà ancora molto evidente degli italiani e certo non basta una variazione positiva a risollevare il trend generale delle vendite e dunque i consumi, da troppo tempo stagnanti. Le prospettive per il futuro restano “nere”, tenendo conto anche del previsto nuovo aumento dell’Iva in autunno, che costerà agli italiani quasi un miliardo solo per le spese alimentari».

Gli italiani preferirebbero, dunque, oggi comprare gli ingredienti per le proprie ricette direttamente nei discount, dove si risparmia, privilegiando il formato convenienza e ponendo una maggiore attenzione ai prezzi gli stessi. Una situazione assolutamente non favorevole per il paese tricolore, che purtroppo non è destinata a migliorare nemmeno nei prossimi mesi.

Fonte: Prontoconsumatore.