Le verdure che troviamo nel banco dei surgelati sono buone? La risposta è sì con dei se e con dei ma. La più grande qualità che le verdure surgelate posseggono è infatti la freschezza. Secondo alcuni luoghi comuni, le persone pensano generalmente che invece i surgelati siano vecchi, mentre le qualità nutrizionali per eccellenza si trovino nel banco della verdura fresca.

Sono infatti le qualità nutrizionali che ci spingono a consumare le verdure, ma queste si trovano soprattutto nei surgelati, a differenza di quanto sostengono le credenze popolari. La verità è che il gelo permette di conservare a lungo tutto ciò che di buono le verdure posseggono, le quali arrivano in fabbrica per il surgelamento straordinariamente fresche. Le verdure che si trovano nel banco della frutta, invece, possono essere anche di due settimane: si crede che si trovino lì da un massimo di quattro giorni, ma a questi vanno aggiunti i nove del trasporto.

Una ricerca del Daily Telegraph, infatti afferma che gli ortaggi surgelati sono più sani di quelli del reparto ortofrutta nei supermercati, proprio a causa dei dilatati tempi di consegna. Il decadimento per le proprietà delle verdure arriva ben presto: i fagiolini possono perdere fino al 45% di sostanze nutritive, broccoli e cavolfiori il 25%, i piselli il 15% e le carote il 10%. La questione è stata spiegata eloquentemente dalla nutrizionista inglese Sarah Schneker:

«I principi nutrizionali degli ortaggi freschi incominciano a deteriorarsi dal primo minuto successivo alla raccolta. Così nel momento in cui arrivano sulle nostre tavole, sono molto meno ricchi di sostanze benefiche di quanto crediamo.»

Il surgelamento avviene per temperature di 18 gradi sotto lo zero, arrestando il deterioramento e lasciando invariate le proprietà nutritive e anche il sapore. Un altro pro delle verdure surgelate è rappresentato dal fatto che consentono un’alimentazione equilibrata: in un mondo perfetto, avremmo tutte le verdure, anche quelle stagionali, per dodici mesi all’anno, ma questo non è possibile e se non si vuole ripiegare sui prodotti di importazione (vedi frutta e verdura della California, ad esempio, che dato il bel tempo, consente di avere la freschezza per quasi tutto l’anno), ma poi i tempi di consegna si allungano per via del viaggio oltreoceano. Oltre al fatto che con tutto il ricarico delle spese di viaggio e il fatto che per noi non si tratta di prodotti di stagione, hanno un prezzo davvero eccessivo, soprattutto in tempi di crisi economica.

Ci sono anche dei contro però: se è vero che la surgelazione impedisce ai microorganismi potenzialmente nocivi di attaccare il nostro cibo, è anche vero che la catena del freddo non può e non deve interrompersi. Per comprendere meglio il processo, si può fare un esempio nelle nostre case: vi è mai capitato di scongelare un cibo come la carne e poi essere costretti a ricongelarlo? È il modo più semplice, come pure sostengono le mamme e le nonne, per mangiare del cibo che non fa bene. E con i surgelati del supermercato il discorso non cambia: il prodotto deve conservare la stessa temperatura dalla fabbrica al trasporto, fino al banco del supermercato.

Fonte: Melarossa.