Una storia di quelle che si pensano possano accadere solo in un romanzo ambientato nel Medioevo, eppure reale e tristemente contemporanea. E’ accaduta nell’area tribale di Hardh, nello Yemen, dove Rawan, una sposa bambina di appena 8 anni, è morta per una copiosa emorragia interna provocata dalle lesioni interne inflittale dal neo-marito quarantenne, dopo la prima notte di nozze forzate.

La notizia diffusa dal giornalista free lance yemenita Mohammad Radman è stata ripresa dal Daily Mail, ma le autorità locali l’hanno smentita, affermando che il fatto non sarebbe avvenuto. Ma alcuni attivisti, si legge sempre sul tabloid Gb, hanno chiesto che lo sposo e la famiglia della piccola siano arrestati e processati.

Il tragico episodio che ha visto protagonista Rawan riaccende i riflettori su una questione gravissima come quella dei matrimoni con minori, purtroppo molto diffusa nelle zone più arretrate di paesi come lo Yemen: secondo gli ultimi dati dell’Unicef  il 14% delle bambine yemenite, infatti, si sposa prima di compiere i 15 anni, il 52% prima dei 18. Nel 2005 l’Università di Sana’a ha denunciato che in alcune aree rurali vengono date in sposa persino bambine di otto anni. Nel 2009 il Parlamento dello Yemen ha votato una legge per vietare i matrimoni sotto i 17 anni, ma gli esponenti più conservatori e i religiosi si sono opposti, affermando che era una violazione della legge islamica che non pone limiti all’età per le nozze.

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