Pensa a tutti quei bambini che, poverini, muoiono di fame” questa la frase tipica di ogni mamma quando il proprio figlio non voleva mangiare la propria pietanza. Se bene qui si parli di porzioni più grandi, lo spreco del cibo è sempre stato alla base delle nostre abitudini. Per questo motivo è in costante crescita il numero delle strutture che fanno accordi con Banco Alimentare, Pasto Buono, Equoevento, per donare gli eccessi, che altrimenti si trasformerebbero in sprechi, a chi ne ha bisogno.

Lago Maggiore Green Meeting – il progetto voluto da Lago Maggiore Meeting Industry e nato grazie all’accordo italo-elvetico tra gli enti di promozione turistica della zona (Camere di Commercio, Province, ATL, Convention Bureau, Associazioni) – prosegue il suo impegno per l’organizzazione di eventi a basso impatto ambientale avviando in collaborazione con Banco Alimentare Onlus la sperimentazione del recupero di cibo delle prime colazioni delle strutture alberghiere Grand Hotel Dino di Baveno, Regina Palace e Grand Hotel des Iles Borromees di Stresa.

Banco Alimentare recupera invece il cibo cotto e fresco in eccedenza in hotel, mense aziendali, ospedaliere, scolastiche  e, dal 2009, anche della grande distribuzione. Nel 2013, a Milano, la stessa fondazione è riuscita a recuperare e ridistribuire 225 mila porzioni di cibo cotto, più di 68 tonnellate di prodotti da forno e 102 tonnellate di frutta. )

Per contrastare gli sprechi alimentari del 50% entro il 2020 è nato anche Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare (PINPAS), coordinato da Andrea Segrè, presidente di Last Minute Market. Anche i cittadini, specialmente negli ultimi anni, stanno più attenti agli sprechi, complice anche la crisi.

Oltre ai tradizionali mezzi di recupero, in Italia viene in aiuto anche la rete per quanto riguarda il recupero degli “sprechi”: a Firenze il Food Waste Reduction ha selezionato tre progetti per risparmiare il cibo: Senza Spreco, che esorta aziende, grande distribuzione e negozianti a vendere a prezzi scontati gli alimenti vicini alla scadenza; My Foody, per vendere gli alimenti in eccesso; S-Cambia cibo, una piattaforma di food sharing per i cittadini.

A Torino sono nate invece NextDoorHelp e Last Minute Sotto Casa. La prima è una piattaforma per regalare cibo e oggetti che non si usano più, mentre il secondo fa incontrare commercianti e consumatori per vendere prodotti in scadenza o freschi (non venduti durante la giornata) a prezzi scontati. Anche in Sicilia, a Caltagirone è nata una piattaforma, iFood Share, che permette la condivisione e lo scambio gratuito di cibo in eccesso tra privati, commercianti e produttori.

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