Atti persecutori, minacce, violenze fisiche e soprattutto psicologiche. Tutto questo è riassumibile in un solo termine, stalking. Esattamente un anno fa è stata emanata una legge (decreto legge 24 febbraio 2009 poi convertito in legge) che ha istituito il reato di stalking, e grazie ad essa le richieste di aiuto sono aumentate del 25%.

Di solito sono le donne le vittime più colpite; molte di loro riescono a trovare la forza di denunciare i persecutori, molte altre invece, sopraffatte dalla paura e dalle conseguenze, rimangono in silenzio e subiscono timidamente. Il ministo delle Pari Opportunià, Mara Carfagna, lo definisce un “picco record”, che ha portato a 5200 denunce e oltre mille arresti, e soprattutto che ha reso le donne più consapevoli.

Di solito lo stalker è un ex partner, ma non sempre si tratta di vecchi fidanzati gelosi e ossessivi. Può essere chiunque, un vicino, un amante o addirittura un familiare, in base a quanto ha rilevato l’Osservatorio Nazionale sullo stalking attarverso diverse interviste che hanno permesso di tracciare un quadro completo del fenomeno. L’aspetto peggiore delle vicende di stalking però è l’epilogo. Molto spesso infatti sfociano in omicidi o, ancora peggio, in suicidi. Sembra infatti che la maggior parte delle vittime non riesca più a condurre una vita regolare e tranquilla, e i traumi psicologici si trascinano anche quando cessano le minacce.

Oltre alle donne, vittime di persecuzioni sono anche gli uomini, pur rappresentando una percentuale molto più bassa. Tra loro in particolare i soggetti più deboli sono gli omosessuali, che subiscono atti di stalking da altri uomini, e che non riescono a denunciare molto spesso per vergogna e inibizionee. Ma anche per questo il ministro delle Pari Opportunità sembra avere la soluzione. Ne “La Telfonata“, dove è stata intervistata da Maurizio Belpietro, la Carfagna spiega che è stata lanciata una campagna mediatica a favore delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale.

Ora, il reato di stalking è punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni ma la legge prevede che la vittima venga protetta soltanto nel caso in cui sporge denuncia. Rimane comunque inspiegabile come amore e affetto possano sfociare in ossessione e violenza.