Bocciatura a sorpresa per il debito pubblico italiano da parte dell’agenzia internazionale di rating Standard & Poor’s, nonostante la {#manovra finanziaria} di Silvio Berlusconi.

La capacità di ripagare il debito pubblico dell’Italia è stata infatti giudicata da “A” e non più da “A+”, e da “A-1” anziché “A+1”. Questo perché il nostro paese ha “deboli prospettive” di ripresa e crescita economica, questa la spiegazione de parte dell’agenzia di rating. L’Italia è governata da una “fragile coalizione”, da qui la decisione di declassare di un gradino – “notch“, in gergo – il debito italiano.

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“Ci aspettiamo che la fragile coalizione di governo e le differenze politiche all’interno del Parlamento continueranno a limitare la capacità del governo di rispondere in maniera decisa alle sfide macroeconomiche interne ed esterne”.

Questo il rapporto diffuso da Standard & Poor’s questa notte a New York. La decisione dell’agenzia è stata una vera sorpresa, ma l’Italia non è l’unico paese ad aver ricevuto un declassamento: ad inizio agosto era stata negata per la prima volta anche la tripla A agli Stati Uniti.

La situazione finanziaria internazionale si fa dunque ancora più incerta, soprattutto adesso, con la Grecia che sembra essere sempre più vicina alla dichiarazione di insolvenza e con le Borse in calo (ieri -3,17% a Piazza Affari).

“La disgregazione dell’euro porterà alla disgregazione dell’Europa”.

Queste le parole del cancelliere tedesco Angela Merkel ieri a Berlino, che ha invitato a soppesare attentamente le parole prima di dichiarare la Grecia vicina al deficit per non “innervosire i mercati.”

Fonte: Corriere della Sera