I tagli del CdA Rai ai programmi della TV pubblica si vedono e si sentono: le promesse di produrre in proprio un programma di successo che potesse sostituire degnamente il vecchio “X-Factor” non sono state mantenute alla lettera. “Star Academy” si sta rivelando un vero e proprio strafalcione della direzione Rai.

In primis, bisognerebbe parlare del numero di telespettatori, che ha appena superato il milione. Un dato molto importante se si considera che “{#X-Factor}”, durante il periodo di calo degli ascolti, ha contato circa 3 milioni di spettatori.

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Francesco Facchinetti non ha cambiato il suo modo frizzante di presentare, ma forse la sua verve non basta per salvare il programma da una sospensione tutt’altro che inattesa. Come per “Baila!”, il programma di Barbara D’Urso accusato di aver copiato “{#Ballando con le stelle}”, anche per “Star Academy” il regolamento risulta troppo complesso da capire. Pretendere che il pubblico si applichi a recepire le regole del talent dopo una giornata di duro lavoro è davvero utopico.

Nel suo editoriale, anche Aldo Grasso ha mostrato il suo disappunto sulle scelte Rai, concentrandosi anche sui volti di “Star Academy”, che fanno tanto Sanremo anni ’80:

«La prima impressione è che la Rai abbia ceduto alla concorrenza un buon format e una produzione di livello per realizzare una versione povera, con tutti i difetti dei varietà targati Rai. Il clima complessivo dà un po’ l’impressione di un Sanremo anni Ottanta (Ron e Mietta!), i giudici votano con un telecomando che ricorda i primi esperimenti di interazione televisiva, i balletti sono kitsch al punto giusto, e senza le tutele di Magnolia. Ma il problema principale sono i quattro giudici: non mostrano mai abbastanza personalità per dare spessore al programma.»

Quale sarà la decisione del CdA Rai? Aspettare che il programma si integri nei palinsesti e sperare in un aumento degli ascolti oppure chiudere “baracca e burattini” e sospendere la trasmissione?

Fonte: Il Corriere della Sera