Jack Harris, l’avventuroso pescatore su Discovery Channel, è morto. Niente di nuovo, è accaduto sei mesi fa, ma ora va in onda la sua agonia in “Deadlist Catch“, il primo reality che manda in onda il modo in cui può morire un uomo, su indicazione dello stesso Harris.

Quattro milioni e mezzo di spettatori sintonizzati sul primo episodio. Da qui la strada sarà tutta in salita, dai primi malori, al decorso della malattia causata dal fumo, fino a un eccentrico funerale jazz a New Orleans e la ripresa dell’avventura della Cornelia Marie nelle acque dello stretto di Bering.

Ma potrebbe esserci un ulteriore seguito, dato che i figli del capitano hanno annunciato di voler disperdere le ceneri in mare.

Sembra quasi la trama di un film, eppure è la realtà, un modo assolutamente inedito per festeggiare i dieci anni di questo reality show, che naturalmente ha destato perplessità. Finora il programma si era limitato alle pesche miracolose di Harris, ma come dice il capitano, ogni storia deve avere un inizio, un centro e una fine. E stavolta la fine della storia è coincisa con quella della sua vita.

Il presidente di Discovery Channel, Clark Bunting, ha spiegato:

Capitan Phil era un genitore, un pescatore e un amico. E noi lo celebreremo così. Avrei preferito che questa vicenda non fosse mai finita nella serie: ma sono orgoglioso di tutto l’affetto e l’amore che abbiamo messo per trasformare questi episodi in un omaggio a Phil.