Non si teme nulla se non si ha nulla da nascondere. È in quest’ottica che moltissimi stanno guardando alle intercettazioni telefoniche che riguardano il ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo e il faccendiere Luigi Bisignani, ai domiciliari da qualche giorno per l’ipotesi di reato di favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio, nell’ambito dell’inchiesta sulla P4.

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Certo, anche Gianni Letta ha affermato che in fondo Bisignani è un po’ l’amico di tutti, ma le intercettazioni telefoniche della Prestigiacomo lasciano a intendere che ci sia qualcosa da nascondere. La telefonata scottante della Prestigiacomo fa infatti riferimento all’indagine di Henry John Woodcock, che secondo i dialoganti starebbe intercettando anche la telefonata, tanto da far esclamare alla ministra:

“Se escono le intercettazioni con me mi rovini!”

Bisignani, nel corso della conversazione, avverte che lui è sempre molto attento al telefono, ma invita a un’ulteriore attenzione motivata dalle indagini. La telefonata in questione risale allo scorso 2 dicembre, ma la Prestigiacomo ha già emanato una nota per spiegare quanto allora accadde:

“Sono stata sentita dai magistrati Woodcock e Curcio nell’ambito dell’inchiesta relativa a Bisignani esclusivamente quale testimone di un episodio avvenuto nel dicembre del 2010, durante il quale Bisignani mi informò di essere intercettato. L’interesse dei PM era quello di avere confermata la circostanza e se io fossi stata in qualche modo a conoscenza di come Bisignani avesse avuto tale informazione, cosa che ignoravo. Manifestai, in senso ironico, preoccupazione per l’essere stata eventualmente, anche se solo indirettamente, intercettata perché tutto può essere strumentalizzato. Ritengo di avere fatto il mio dovere nell’essermi resa disponibile, quale testimone, a fornire chiarimenti all’autorità giudiziaria.”

Per saperne di più dobbiamo aspettare la fine di indagini e processi. Per ora, vale la nota diffusa dalla Prestigiacomo, che in assenza di ulteriori prove possiede sempre e comunque la presunzione d’innocenza. Tuttavia, viene da domandarsi: l’ironia si può capire all’interno di un’intercettazione? O l’intero dialogo potrebbe essere una reale preoccupazione per dei legami che potrebbero emergere a seguito delle indagini?

Intanto Bisignani sta trascinando moltissime persone in un vortice e non si tratta soltanto di politici, ma anche di dirigenti, giornalisti e molto altro ancora. Siamo di fronte alla caduta della seconda repubblica? I tempi sono quasi maturi per assistere a un nuovo cambiamento epocale nella politica italiana, e ancora una volta i magistrati potrebbero agevolare questo cambiamento.