Stefano Gabbana si sfoga su Twitter. È di ieri la decisione della Cassazione di annullare la sentenza che prevedeva il proscioglimento dall’accusa di una presunta maxi frode fiscale per gli stilisti siciliani Dolce&Gabbana.

Stefano Gabbana non ci sta e commenta l’accaduto su Twitter, spiegando qual è la sua posizione nei confronti della giustizia italiana e del fisco:

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«Ladri! Non sanno cosa fare per portarci via i soldi. È proprio vero che in Italia fanno quello che vogliono a loro piacimento. Sarebbe meglio forse andarsene».

I due famosi stilisti sarebbero accusati di dichiarazione dei redditi infedele (articolo 4 del decreto 74/2000) per un imponibile di 416,8 milioni ciascuno e di concorso in truffa ai danni dello Stato in relazione alla presunta esterovestizione della capogruppo D&G.

Sembra infatti che il duo più stravagante della moda italiana abbia trasferito la sede a Lussemburgo, nel 2004, cedendo il corredo dei marchi della maison – che garantiscono royalties per milioni e milioni di euro – alla “Gado sarl” (acronimo di Gabbana e Dolce), controllata dalla Dolce & Gabbana Luxembourg per 360 milioni. Dopo che nell’aprile scorso il giudice dell’udienza preliminare Simone Luerti li aveva prosciolti a Milano, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei pm milanesi Laura Pedio e Gaetano Ruta, stabilendo una nuova udienza preliminare davanti ad un altro giudice.

Lo stilista siciliano, dopo essersi sfogato su Twitter, ha ricevuto una pioggia di critiche e commenti non sempre positivi al suo dire:

«Chi non conosce sulla sua pelle la difficoltà di fare impresa in Italia, meglio che taccia invece di attaccare uno sfogo umano».

C’è chi lo invita ad andarsene davvero senza aver prima pagato fino all’ultimo centesimo di tasse, chi definisce il duo complice della crisi economica come tutti gli evasori, chi aggiunge insulti omofobi del tutto fuori luogo.

«Un miliardo di euro, alla luce del sole o no, sono comunque soldi sottratti alla collettività, in più licenziate, e venite a lamentarvi»

«Per cambiare le cose dobbiamo rimanere e lottare, personalmente credo sia più giusto che proprio persone come noi pulite ed oneste debbano rimanere e far cambiare il giro».

Fonte: La Repubblica