Stella McCartney ha scelto le sontuose sale dell’Opera di Parigi per presentare la sua collezione primavera estate 2017 alla Paris Fashion Week che sarà ricordata probabilmente come quella in cui la moda ha declinato il femminile in femminista, come è apparso non solo dai capi mandati in passerella, ma anche per le interviste nei backstage o nei comunicati stampa d’accompagnamento ai vari show. Tante le celebreties accorse, da Natalia Vodianova (la modella russa compagna di Antoine Arnault, amministratire del gruppo LVMH) a Salma Hayek (moglie del miliardario francese François-Henri Pinault, patron della Kering di cui il brand Stella McCartney fa parte) e Kristin Scott Thomas.

La donna della McCartney, però, non ha nulla delle femministe degli anni Sessanta e Settanta: è piuttosto una donna libera, consapevole della sua forza e della sua specificità. Sono un inno alla gioia, all’insegna della raffinatezza, i look presentati dalla stilista britannica che, ancora una volta, lancia al mondo il suo messaggio cruelty free, facendo bandiera dell’attivismo animalista, che si traduce da sempre nella scelta di materiali ecologici: anche lei – come la Chiuri da Dior o Dolce& Gabbana – lascia poi agli slogan scritti la poetica che sorregge la collezione: animal free o one love si legge su t-shirt, abiti in pizzo e costumi da bagno in lycra.

La McCartney unisce così una serie di capi che puntano al comfort assoluto per una donna emancipata, anche nei movimenti, che mescola maschile e femminile con naturalezza: i pantaloni sono ampi in tessuto tecnico con ruches e coulisse in vita, alle jumpsuit morbide in denim. Gli abiti midi in cotone, con bottoni asimmetrici e spalle arrotondate mettono in evidenza il punto vita. Grande ritorno del tinta unita, ma non mancano le geometrie e i disegni pop.

Galleria di immagini: Stella McCartney Primavera Estate 2017, foto

La sfilata si apre con una serie di corsetti in cotone con maniche a palloncino, indossati con longuette e pantaloni arricciati in vita in suede eco friendly, a cui fanno seguito una serie di abiti ampi e asimmetrici, di chemisier in tessuti maschili, di maglie in cotone organico con stuoie-gilet portate su una spalla sola, di pantaloni con cinte che ricordano le tasche da lavoro. In passerella anche tante jumpsuit, in denim o in camoscio eco, sempre con la gamba arricciata. Nel finale, poi spazio al gioco, con i costumi olimpionici, le t-shirt e gli abiti di pizzo con la scritta thanx girls, no leather, no fur.

I tessuti sono organici, in mussola di cotone lavato, nelle tonalità naturali di cedro e kaki, formano volumi ricchi su abiti asimmetrici e ampi pantaloni accompagnati da cinture con maxi tasche. La maglieria di lino intrecciato si accompagna a filati in mix di seta e mussola di cotone, con stole in iuta organica.

Le scarpe di questa stagione sono decorate da bottoni a pressione e includono sandali piatti e tacchi a cono. Stiletti in vernice con finiture olografiche sono realizzati con una tecnica a risparmio idrico. Tra le borse, la Falabella box intrecciata, una versione più rigida dell’iconica Falabella e nuove borse fold over più strutturate con bottoni oversize. I gioielli in plexiglass pendono in sinuose curve intorno al collo e alle mani richiamando alla mente souvenir estivi. Gli occhiali, infine, sono eco friendly a forma cat-eye, con lenti a specchio e trasparenti. Un mondo migliore è possibile, secondo la secondogenita del Beatles Paul. Come cantava suo padre quando era uno dei Fab Four: One thing I can tell you is you got to be free…