Basta sprechi: è questo il monito del Ministro della Salute Renato Balduzzi. Ed è lui stesso ad avvertire la necessità di un cambiamento, partendo proprio dal pagamento dei ticket. Il sistema al momento è poco equo, poco trasparente e poco omogeneo. Per questo annuncia l’introduzione delle franchigie a partire dal 2014.

Da diversi mesi il professor Renato Balduzzi sta lavorando al nuovo progetto riguardante la sanità italiana. Ancora la riforma non compare fra i provvedimenti della bozza del decreto, ma dal Ministero rassicurano e spiegano:

«C’è tempo, non abbiamo fretta. Quello che va aggredito è lo spreco nel sistema organizzativo. L’impressione è che ci sia un eccesso in molte strutture di unità operative complesse, ovvero un rapporto tra primariati e bisogni che non è coerente. Inoltre il sistema attuale dei ticket non è il massimo e se non facciamo nulla, dal 2014, sulla base di una decisione presa dal precedente governo, scatteranno 2 miliardi di ticket aggiuntivi. E questi due miliardi non saranno sostenibili per il sistema sanitario nazionale».

Ecco perché la franchigia: pagare in funzione del proprio reddito e, superata la certa soglia, far scattare la gratuità, aiutando ad esempio i malati cronici. Il limite sarà tecnico: una volta superata la franchigia, le prestazioni in eccesso andranno acquistate. Questo richiederà maggiore sensibilità da parte dei medici di base – che dovranno adesso trovare il giusto equilibrio evitando le prescrizioni di farmaci inutili – e maggiore compartecipazione da parte dei cittadini.

Balduzzi precisa anche che questi tagli non comprometteranno i servizi. Infatti, questi dovranno rimanere invariati, e dal ministero si sta solo cercando di rendere più efficiente il sistema sanitario. Per questo motivo stanno cercando di compiere tutto nel migliore dei modi, prendendo tempo – se ne riparlerà in autunno, assicura il Ministro della Salute – e cercando di congegnare i meccanismi della franchigia in modo da garantire prestazioni gratuite alle fasce più deboli. Anche se, al momento, l’attenzione è tutta rivolta al provvedimento sulla revisione della spesa.