È stato presentato da alcuni senatori della Regione Campania un emendamento al decreto Milleproroghe per riaprire i termini del vecchio condono edilizio del 2003. La richiesta è rimasta inevasa: il documento è stato dichiarato inammissibile. Per Legambiente si è trattato comunque di un fatto grave, dal momento che provvedimenti analoghi sono già stati proposti e respinti più volte in passato.

Il presidente dell’associazione, Vittorio Cogliati Dezza, fa notare che già da due anni i senatori campani tentano di salvare dalle ruspe le case abusive costruite nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico, e quindi assolutamente insanabili. Comunque si augura che questo “ennesimo tentativo di regalare un lasciapassare agli abusivi” non abbia un seguito in Parlamento.

Secondo Legambiente, i senatori campani sono spinti sempre dalle stesse motivazioni: prorogare i termini della sanatoria del 2003 per aggirare una legge regionale della Campania del 2004, che rende insanabili gli immobili abusivi in aree vincolate. Non è la prima volta che si cerca di imboccare la strada di una sanatoria edilizia su misura per la Campania: siamo di fronte a tentativi assolutamente illegali e ai limiti della decenza. In questa regione l’abusivismo edilizio e la spirale dei condoni hanno già provocato innumerevoli scempi ambientali. Legambiente si augura che questo blitz fallisca e che davvero sia l’ultimo.

Con questo emendamento, sottolinea l’Associazione, sarebbero inoltre “sospesi gli effetti di tutti i procedimenti, sia amministrativi che penali, già avviati e anche definiti da sentenze passate in giudicato”. Si tratterebbe, in altri termini, di un provvedimento con valore retroattivo. Questo il motivo principale per cui ci si augura che l’emendamento non riesca mai ad essere approvato.