Nuovo look per la cittadina lombarda: entro il 2015 nell’area ex Incis saranno pronti i primi 560 alloggi, di cui 375 di edilizia residenziale pubblica e 185 di edilizia convenzionata. I rimanenti 146 di edilizia libera saranno terminati in un secondo momento.

Il masterplan è stato illustrato dall’assessore regionale alla Casa, Domenico Zambetti presso la Triennale di Milano. Le vecchie torri di Via delle Rose e di Via dei Tulipani saranno abbattute a settembre e sulla loro area saranno realizzati appartamenti di qualità, strutture commerciali e direzionali, un complesso scolastico, una grande area verde connessa al Parco agricolo Sud Milano e un centro polifunzionale per servizi socio-ricreativi.

Il quartiere potrà ospitare circa 2.000 abitanti e sarà collegato a Milano mediante la nuova stazione ferroviaria dove fermeranno treni diretti nel passante ogni 15-30 minuti. Il progetto rientra nell’Accordo di Programma sottoscritto da Regione Lombardia, Comune di Pieve Emanuele, Aler Milano e Asset srl con l’adesione di Infrastrutture Lombarde.

Gli edifici di edilizia residenziale pubblica e le strutture commerciali saranno pronti entro il 2015: saranno realizzati edifici secondo le più avanzate tecniche del costruire e dell’abitare, in risposta alla domanda abitativa emergente, alle mutate esigenze dei tempi e nel rispetto dell’ambiente. Il tutto mirato a migliorare la qualità della vita dei residenti.

Un impegno che va al di là delle risorse attualmente disponibili. A questo proposito Zambetti ha tenuto a sottolineare: ”Non va dimenticato che in Lombardia, pur in questi tempi di gravi ristrettezze economiche, stiamo dando ampia prova della capacità di fare squadra e nel pieno rispetto dell’autonomia e delle competenze specifiche, sappiamosuperare le sfide, anche le più difficili”.

Un habitat più a misura d’uomo e d’ambiente, dunque, è nel futuro di Pieve Emanuele, come è giusto che sia in momenti in cui l’abitare non significa più avere soltanto un tetto sulla testa, ma soprattutto disporre di spazi abitativi confortevoli, non di lusso, ma rispondenti a quelle che sono ormai le esigenze primarie dei cittadini: comfort abitativo e ambiente vivibile, sano, sostenibile.