A distanza di sette giorni dalla tremenda strage che ha sconvolto la Norvegia, si svolgono oggi i primi funerali. Le prime sepolture delle oltre 90 vittime morte, molte giovanissime, per mano del fanatico anti-islamico ed estremista di destra Anders Behring Breivik, che ha deturpato per sempre la fisionomia della nazione.

Galleria di immagini: Oslo, funerali

A dimostrazione della solidarietà e del rispetto nei confronti delle vittime, e degli innumerevoli dispersi, i membri del Partito Laburista al governo si sono riuniti in raccoglimento nel centro di Oslo portando al petto una rosa rossa. Sconvolto dalla vicenda, ma sempre a fianco della popolazione, il Primo Ministro Jens Stoltenberg ha cercato parole di conforto e sostegno per i suoi cittadini:

“Il male ha tirato fuori il meglio di noi. L’odio genera amore. Ci siamo raccolti in chiese e moschee, in parlamento e negli uffici del governo, nelle strade e nelle piazze.”

La strage colpisce in particolare il partito laburista al governo, moltissimi i giovani della corrente politica riuniti nell’isola vicino a Oslo e diventata tristemente luogo di morte.

Il killer, trasferito nel quartier generale della polizia di Oslo per un nuovo interrogatorio, sarà presto visitato da due psichiatri che dovranno presentare un rapporto entro il primo novembre. Da Anders Behring Breivik prende le distanze il padre, che non vuole più avere a che fare con il figlio 32 enne, definendolo un terrorista. Lo stesso Paul Ray, ex attivista del movimento di estrema destra English Defence League ed ispiratore di Breivik con la sua ideologia anti-islamica, si dichiara dispiaciuto dell’accaduto e rinnega il giovane norvegese.

“Sono coinvolto, come suo mentore posso sicuramente averlo ispirato. Pare proprio così. Ma quello che ha fatto è diabolico. Non potrei mai usare quello che ha fatto per promuovere le mie idee. Breivik mi ha usato, ma quello che ha fatto non c’entra nulla con me.”

Tra le moltissime esternazioni in merito alla strage lasciano perplesse le parole di Vittorio Feltri, il quale aveva definito inadeguate alla difesa le vittime della strage, e il cantante inglese Morrissey. L’ex leader dei The Smiths aveva avanzato un infelice paragone tra le vittime della strage e le morti a causa delle multinazionali della carne, sminuendo le prime.

Esternazioni isolate che non hanno scalfito la solidarietà di moltissime nazioni e dei norvegesi stessi, che si sono stretti in un abbraccio simbolico accanto alle famiglie dei giovani uccisi.