Gianluca Casseri potrebbe avere dei complici, autore del duplice omicidio a sfondo razzista compiutosi a Firenze martedì scorso.

A farlo credere agli inquirenti sono alcune stranezze emerse durante le indagini. La casa di Gianluca Casseri, infatti, è stata trovata come svuotata, senza lenzuola né effetti personali, con molti libri e fumetti ma senza neppure un computer. L’assassino avrebbe utilizzato il computer del fratello per i suoi deliri fascisti e per il razzismo sul Web, e pare che non possedesse nemmeno utenze telefoniche.

«Si sta verificando l’ipotesi della presenza di eventuali concorrenti negli omicidi e nei tentati omicidi, non solo sotto il profilo materiale ma anche in forma di concorso morale».

Galleria di immagini: Strage di senegalesi a Firenze

Ha così dichiarato Giuseppe Quattrocchi, procuratore capo di Firenze incaricato delle indagini, facendo intendere che una tale ripulitura potrebbe far pensare al coinvolgimento di altre persone, o all’eseguimento di istruzioni date da parte di terzi.

La vicenda si fa dunque particolarmente inquietante: se ci fossero riscontri in quella direzione significherebbe che potrebbe effettivamente esistere un gruppo organizzato, presumibilmente legato agli ambienti neofascisti, che si pone come obiettivo l’eliminazione fisica degli stranieri.

Intanto si continua a fare luce sul background di Casseri, che viveva dei proventi delle proprietà immobiliari di famiglia, e sulla dinamica della vicenda: ancora non è chiaro cosa Casseri abbia fatto nei 90-100 minuti trascorsi tra la strage di senegalesi in Piazza Dalmazia e la seconda sparatoria in San Lorenzo. Gli inquirenti dovranno poi passare al setaccio i luoghi dove si alimenta il culto del razzismo e della violenza, con buona pace delle prese di distanza da parte di Casa Pound.

Fonte: Il Messaggero