Pochi giorni fa, il Parlamento Europeo ha approvato, con la quasi totalità dei voti, il regolamento per l’utilizzo dell’iniziativa popolare europea. Serve ancora l’approvazione definitiva del Consiglio, una formalità, poi ogni stato avrà 365 giorni di tempo per integrare questo regolamento all’interno della singola legislazione.

Fortemente voluto da molti rappresentati, tra questi l’italiana Sonia Alfano, il regolamento garantisce di fatto la possibilità ai cittadini di promuovere le prime proposte di intervento alla Commissione. Un’iniziativa importante che la stessa Alfano ha sostenuto attraverso una nuova proposta di testo per contrastare la recente direttiva sulla vivisezione, di cui vi abbiamo ampiamente parlato anche noi.

Grazie al regolamento, un comitato composto da cittadini potrà sottoporre alla Commissione Europea una serie di richieste legislative, queste verranno registrate e se ne valuterà il contenuto in modo che non vadano contro i principi della UE ma che rientrino nelle competenze europee della Commissione.

Dopo questa valutazione preliminare, il comitato avrà tempo 1 anno per raccogliere un milione di firme di cittadini appartenenti ad almeno 7 stati membri dell’Unione Europea, attraverso petizioni online o su cartaceo che dovranno essere verificate dagli Stati membri.

Una volta raggiunto l’obiettivo si depositeranno le firme, i membri del comitato verranno ascoltati dalle istituzioni europee e la Commissione studierà il testo presentato. Da quel momento avrà massimo 3 mesi per fornire una risposta motivata. Maggiore sarà il numero delle firme raccolte, più difficile risulterà per l’Unione Europea ignorare la richiesta.

Di vitale importanza questo regolamento, perché potrà consentire al movimento nazionale animalista, nato spontaneamente contro l’attuazione del Ddl sulla vivisezione, di raccogliere tante firme da presentare alla Commissione Europea.

Così si è espressa Sonia Alfano, di cui stimiamo il coraggio e il grande lavoro:

Ho seguito con molta attenzione la procedura legislativa per l’iniziativa popolare europea e sono contenta, anche sulla base delle dichiarazioni del Consiglio e della Commissione, che tra un anno potranno essere lanciate le prime raccolte firme. Sono orgogliosa di poter annunciare al Parlamento Europeo che in Italia, all’indomani dell’approvazione della scandalosa direttiva sulla sperimentazione degli animali, è nato un movimento trasversale di cittadini, associazioni, comitati che durante questo anno non resterà in attesa ma lavorerà per preparare una proposta per la Commissione. Una proposta per dare all’Unione Europea una legislazione moderna e civile e che sancisca un no alla sperimentazione sugli animali, pratica cruenta e scientificamente inefficace, e imprima un forte impulso ai metodi alternativi. Il no alla vivisezione deve rappresentare un obiettivo dell’Unione Europea, lo vogliono i cittadini.