Lo streptococco è un sorvegliato speciale durante la gravidanza, in quanto molto pericoloso per la salute del feto, assieme alla toxoplasmosi, di cui avevamo parlato qui.

Lo Streptococcus agalactiae è un microrganismo molto diffuso, di solito innocuo e asintomatico, ospite comune dell’ambiente vaginale. Purtroppo però, come scritto in precedenza, se lo streptococco beta emolitico di gruppo B è presente nel canale del parto al momento della nascita, può rischiare di infettare il bambino, portando a conseguenze talvolta molto gravi.

Questo batterio si trova nella mucosa genitale e del basso tratto intestinale come parte della flora batterica; non provoca danni e non provoca alcun sintomo. Per questa ragione, normalmente non si fanno esami specifici per la ricerca di questo batterio e la terapia sarebbe inutile, perché lo Streptococcus agalactiae è innocuo, e inefficace, perché nell’arco di qualche mese tornerebbe comunque a colonizzare le mucose da cui è stato eliminato. Sfortunatamente non c’è alcuna precauzione per evitare l’infezione: il batterio si può incontrare ovunque.

Il picco del rischio è al momento del parto, quando il neonato entra in contatto diretto con la mucosa vaginale. In presenza del batterio, la probabilità di contagio del bimbo è del 70% circa.

PREVENZIONE

Per prevenire che l’infezione contagi il neonato, il ginecologo prescrive alla futura mamma un tampone vaginale da eseguire dopo la 35esima settimana di attesa, all’approssimarsi del termine della gravidanza. In caso di esito positivo,  si abbatte la carica batterica e il rischio di infezione del piccolo con un trattamento antibiotico mirato.

A cura di Jessica Di Giacomo

photo credit: kiki follettosa via photopin cc