Striscia la notizia” ha fatto ascoltare in esclusiva l’audio di un’intervista rilasciata dallo scrittore Gianluigi Nuzzi al pentito numero uno della ‘ndrangheta in merito a Gianni Versace: a quanto dichiara, nel 1997 il noto stilista sarebbe infatti stato ucciso a causa dei suoi debiti con la ‘ndrangheta.

Nuzzi è l’autore del controverso e già molto discusso libro “Metastasi – Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud. La nuova ‘ndrangheta nella confessione di un pentito” che contiene molte dichiarazioni scottanti, tra cui alcune che coinvolgerebbero anche la Lega Nord e alcuni imprenditori di Milano.

In merito alla questione di Gianni Versace e dei suoi rapporti con la ‘ndrangheta e, in particolare, con il boss Paolo De Stefano, Nuzzi a “Striscia” ha dichiarato:

Rapporti di amicizia, di aiuti reciproci e finanziari, prestavano i soldi un po’ a tutti. De Stefano mi ha detto che, in sostanza, lui aveva Gianni Versace nelle mani: lo gestivano sotto il profilo economico. Loro ce l’avevano in pugno, questo lo so per certo. Avere in pugno, significa fare tutto ciò che uno vuole: questo è un dato certo che non ho mai detto perché nessuno me lo ha mai chiesto. Coco Trovato, che rappresentava la famiglia De Stefano a Milano, forniva la droga alla famiglia Versace. C’è stato un periodo che Coco Trovato aveva assunto una posizione di grande rilevanza, quindi aveva un potere economico imponente: è possibile che abbia potuto prestare dei soldi a Versace. Sulla base di questi elementi che sono a mia conoscenza posso immaginare che Gianni Versace sia stato ucciso per un problema di debiti. I tentativi di profanazione della tomba dello stilista vengono interpretati dal testimone come un chiaro segnale: questo potrebbe essere un messaggio ai familiari per dire: “Vedete che ci dovete tornare i soldi”.