Il maremoto delle isole Samoa va in onda su Studio Aperto, il TG di Italia 1, con le immagini della tromba d’aria dell’Heineken Jammin’ Festival di Mestre del 2007.

Milioni di telespettatori sono stati fuorviati da riprese tarocche, scambiate per vere dall’incauta giornalista, che aveva preparato il servizio da mandare in onda dopo la tragedia che ha colpito le popolazioni del Pacifico.

E così le prime immagini “esclusive” in realtà erano prese da un video di YouTube dal titolo ingannevole. Giornalismo “mordi e fuggi” lo si potrebbe definire, data la fretta con cui Studio Aperto ha liquidato l’argomento del giorno, non curandosi di verificare la fonte di quel filmato.

In serata, dopo le numerose proteste, sono arrivate le scuse della redazione. Ma la TV deve affidarsi per forza alla Rete per informare i propri telespettatori? Il più delle volte si tratta di immagini sgranate e di bassa qualità, usate dai TG di mezzo mondo per dare la testimonianza di un evento.

Forse la prova che in un futuro non troppo lontano la TV non avrà più molto da dire, schiacciata dal “superpotere” della nemica Internet.