Tutti in Piedi“, la trasmissione organizzata da Michele Santoro per i 110 anni della Fiom e andata in onda su un gran numero di emittenti locali, è stata un pieno successo.

Così come accaduto per il primo esperimento di “Raiperunanotte“, l’evento ha visto la partecipazione sul palco di giornalisti, artisti e gente comune, tutti uniti per chiedere una maggiore attenzione alle problematiche del lavoro e, non ultimo, per parlare del dissesto politico italiano senza i soliti filtri imposti dalle TV generaliste.

Galleria di immagini: Tutti in piedi di Michele Santoro

Si sono avvicendati nei loro interventi la conduttrice Serena Dandini, mostratasi con l’ironica maglia “Rai Pride”, il fumettista Vauro, il giornalista Michele Travaglio, artisti come Subsonica e Daniele Silvestri e, ovviamente, Michele Santoro. E l’evento ha visto anche la partecipazione dell’acclamato Roberto Benigni, oltre a un seguitissimo numero di studenti, rappresentanti sindacali, magistrati e precari, tra cui la giovane insultata negli scorsi giorni dal Ministro Renato Brunetta.

Dopo un Marco Travaglio senza peli sulla lingua, un Michele Santoro agguerrito ha lanciato una sorta di sfida al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il mandante dell’epurazione di Annozero dalle frequenze della Rai:

“Lei sta facendo di tutto per farmi diventare disoccupato, ma non ci riuscirà. E siccome lei una volta ha detto di essere presidente operaio, le parlo da operaio a operaio. Da operaio a operaio, se lei mi chiede: “ci saranno lavoratori nel futuro di questo paese? Le dico sì, sì, sì e sì”.

Ma il rischio di disoccupazione potrebbe essere alto per Santoro, almeno in termini di TV nazionali. Rifiutato da Rai e Mediaset, il giornalista rischia di compromettere le trattative con La7, l’editore che si è offerto di ospitare le sue trasmissioni. La querelle è sorta a seguito delle dichiarazioni di Santoro ai microfoni di “Un giorno da pecora”, dove ha lasciato intendere che La7 avrebbe sollevato qualche remora per possibili intralci di Silvio Berlusconi al gruppo Telecom. A questo si aggiunga anche come Santoro avesse dichiarato di voler rimanere in Rai durante l’ultima puntata di Annozero, idea negli ultimi giorni rinforzata con la provocazione alla candidatura direttore generale di Viale Mazzini.

Affermazioni che non sembrano essere piaciute al direttivo del terzo polo televisivo italiano, sia dall’Ad Giovanni Stella che dal presidente Franco Bernabè. Da Telecom Italia Media sarebbe quindi arrivato uno stop alle trattative: qualora l’indiscrezione fosse confermata, l’unica alternativa di Santoro per la prossima stagione televisiva sarebbero le frequenze di SKY. Sempre che la pay-tv di Rupert Murdoch, dopo la polemica su Current TV, accetti di ospitare sul satellite un difensore del nemico Al Gore.