Quante volte sarà capitato di chiedersi cosa contengono e in che quantità i succhi di frutta? Le nuove regole appena introdotte dall’Europarlamento adesso impongono la trasparenza degli ingredienti. Al bando le etichette imprecise o sommarie quindi: la normativa, che risaliva a oltre dieci anni fa, è stata aggiornata.

Chi facendo la spesa compra un succo di frutta ha il diritto di sapere con precisione gli ingredienti che andrà a ingerire: le diciture delle etichette devono da oggi rispecchiare i contenuti reali. Le novità riguardano i succhi misti, gli additivi e gli zuccheri aggiunti: le aziende produttrici di queste bevande dovranno adeguarsi entro un anno e mezzo.

La direttiva 112/201 è pensata per i consumatori, ignari finora degli ingredienti contenuti all’interno dei succhi di frutta acquistati. I contenitori delle bevande ottenute da mix di frutta diversa devono specificare che frutta e in che misura è presente nel succo, comprese le percentuali minime.

Questi ingredienti, inoltre, dovranno essere introdotti nel nome indicato sul tetrapak: quindi se un succo contiene mango e ananas al 10 per cento, dovrà essere scritto “Succo di mango e ananas”, non un generico “Succo di mango”. L’unico che fa eccezione è il limone e i succhi che contengono più di tre elementi: in questo ultimo caso verrà accettato la dicitura “Succo misto”.

Dato che le aziende hanno un anno e mezzo di tempo per adeguarsi alla nuova direttiva imposta dall’Europarlamento, i prodotti già introdotti nei supermercati o etichettati con le vecchie diciture possono restare in commercio fino al 2015 – e non oltre.

La novità più importante riguarda i dolcificanti. Infatti, gli zuccheri non saranno più ammessi nei succhi di frutta, ma soltanto nei nettari. Le polpe a base di frutta con aggiunta di acqua potranno contenere sia zucchero naturale che edulcoloranti artificiali, basta che venga seguita la regola: deve essere specificato nell’etichetta. Quindi saccarina e varie dovranno essere menzionate tra gli ingredienti.

L’UE ha anche pensato agli additivi: infatti da questo momento potranno essere aggiunti ai succhi soltanto vitamine e minerali autorizzati. Per questo sono stati elaborati due regolamenti: il primo specifica gli additivi alimentari autorizzati, consultabile online e accessibile quindi anche dai consumatori, oltre che dagli addetti al settore e dalle autorità di controllo. Questo regolamento sarà applicato a partire da giugno 2013. Il secondo, invece, in vigore da quest’anno, fissa gli additivi ammessi negli alimenti.

E per quel che riguarda i succhi d’arancia allungati con spremute di mandarino? Questi, per il Parlamento Europeo, non sono più ammessi, o comunque la direttiva scoraggia il malcostume diffuso negli Stati Uniti e in Brasile. Si legge:

«Secondo gli standard internazionali, un succo d’arancia può contenere non oltre il 10% di succo di mandarino, che contribuisce al colore e al gusto».

Questo significa che da adesso tutti i succhi di frutta all’arancia potranno essere venduti solo se puri, altrimenti dovrà essere specificato direttamente sulla confezione, descrivendolo come “Succo d’arancia e mandarino”. Trasparenza, quindi, pensata solo per la tutela del consumatore.

Fonte: Kataweb.