Un Sud Italia sempre meno giovane, a causa della fuga dei cervelli verso il centro Nord, ma anche all’estero. è questa la fotografia che emerge dal rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno presentato oggi a Roma. Il maggiore problema sarebbe nell’industria, che nel Mezzogiorno dovrebbe avere una spinta maggiore per ripartire, a partire dai nuovi campi come la geotermia, le energie rinnovabili, e le filiere territoriali logistiche.

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Secondo il rapporto, nel 2010 è cresciuto il prodotto interno lordo del meridione, ma negli ultimi dieci mesi si è registrata una netta controtendenza, distanziandosi ancora di più dalla crescita di quello del nord. Le regioni più ricche sono risultate essere la Lombardia, il Trentino Alto Adige e la Valle d’Aosta, mentre le più povere sono la Campania, la Puglia e la Calabria.

Si parla di disoccupazione e di industria che perde molti punti in questo rapporto, ma soprattutto di fuga dei cervelli. È stato stimato che nei prossimi venti anni un giovane su quattro lascerà il meridione per il centro-nord o per l’estero: in questo modo gli ultrasettantacinquenni passeranno dall’8,3% al 18,4%. Tra le cause dell’invecchiamento anche la bassa natalità e la bassissima attrazione da parte degli stranieri.

Questo tipo di studi fanno sempre riflettere sullo iato economico e inesorabile che sta dividendo nord e sud. Si parla sempre più di fuga dei cervelli, anche perché tra i meridionali che lasciano la propria casa per trovare lavoro altrove ci sono tantissimi laureati, che vanno a ingrossare le file della dirigenza, ma non sempre accade. Ci sono anche tanti operai e moltissimi docenti, che non riescono a inserirsi al sud neanche per le supplenze.

Fonte: La Stampa.