L’ansia da separazione è un problema molto più comune di quanto si pensi, che si manifesta con un approccio difficoltoso da parte del bambino nell’affrontare il distacco dal genitore, con una conseguente tensione che può influire negativamente sulla qualità della sua vita e sui rapporti con gli altri.

Un cambiamento nella routine quotidiana, l’ingresso all’asilo o anche alla scuola materna possono scatenare reazioni differenti nei {#bambini}, e capita spesso che si manifesti nei piccoli una vera e propria ansia accompagnata dal timore di essere abbandonati.

Questa difficoltà può essere affrontata e risolta con alcuni semplici accorgimenti. Bisogna innanzitutto partire dall’assunto che si tratta di una criticità di origine emotiva e che quindi va trattata come tale: ragionare razionalmente con il piccolo può essere una tattica poco efficace, se non viene affiancata a una serie di comportamenti che tengano conto della natura irrazionale del disturbo.

Una situazione negativa in famiglia infatti, può causare l’acquisizione inconscia nel piccolo di un senso di responsabilità che scatena la paura di allontanarsi dalle figure di riferimento della sua vita, con il timore di essere vittima di qualcosa di brutto.

Un tale meccanismo finisce con l’affaticare e appesantire la sua emotività, soprattutto se si combina con un’insicurezza caratteriale, che lo porta a temere anche per la sua stessa sorte nel momento in cui si ritrova da solo. Ecco dunque otto consigli utili per riuscire ad aiutare il proprio figlio a superare questa particolare forma di ansia:

  • Individuare la causa scatenante del disagio:

    spesso i bambini subiscono negativamente i cambiamenti che avvengono nel loro mondo. Un fratellino in arrivo, genitori che lavorano di più o tensioni di coppia possono sconvolgere l’equilibrio del pargolo più di quanto si immagini. È necessario dunque individuare quali posso essere gli eventi o le situazioni che stressano il minore;

  • Non dare per scontato che il “mal di pancia” è falso:

    spesso i bambini cercano delle scuse per non andare a scuola o fare i compiti, ma nel caso dell’ansia da separazione i cosiddetti “malanni immaginari” potrebbero non essere poi così irreali. Questa particolare forma di stress infatti ha una vera e propria risposta fisiologica che attiva il sistema nervoso, causando sintomi percepiti come reali. Il consiglio è quello di fare molta attenzione a ciò che il bimbo riferisce, evitando di dare per scontato che stia usando una scusa per non eseguire un ordine;

  • Essere sensibili alle sue connessioni cerebrali:

    ogni bambino nasce con un carattere unico al mondo. Il fatto che alcuni cambiamenti influiscano negativamente sulla serenità del proprio figlio, non vuol dire che questi abbia un problema, ma è indice semplicemente di un sistema nervoso più sensibile del nostro. Proprio per questo è fondamentale garantire alla propria prole la massima comprensione e supporto, senza però trattare il piccolo come se avesse una malattia;

  • Il genitore ha provato le stesse sensazioni durante l’infanzia? È bene riportarle alla luce: dato che diversi aspetti della personalità sono in parte codificati nei geni, è possibile che un figlio ansioso abbia a sua volta un genitore che ha sofferto degli stessi disturbi. Un ottimo metodo per esorcizzare l’ansia da separazione è parlare apertamente con il bambino della propria esperienza personale, raccontando aneddoti che possano renderlo partecipe;
  • Applicare la logica del gioco di ruolo:

    L’ansia da separazione deriva in parte da tutto ciò che costituisce una novità per l’infante. Un modo per aiutarlo può essere ricreare in casa le situazioni sconosciute che lo affliggono fuori, chiamando ad esempio un amichetto perché giochi in casa con lui o rivolgendosi a un’insegnante, o ancora dirgli che qualcosa non ci piace. Le stesse situazioni andranno poi riproposte all’esterno, in modo da renderle familiari;

  • Mostrargli alcuni modi per abbassare il livello di ansia:

    Insegnare al bambino alcuni esercizi come respirare con la pancia ed esercitarsi con lui in attività rilassanti, aiuta a calmare il sistema nervoso;

  • Dare voce ai sentimenti:

    Uno dei passi fondamentali per superare l’ansia da separazione, ma anche ogni altro problema o trauma infantile è l’identificazione delle emozioni. A seconda dell’età che ha, il pargolo può dire al genitore come si sente, o suggerirglielo attraverso piccoli gesti. Proprio per questo si rende necessario, invece di proporre una soluzione immediata per l’episodio in atto, portare il bambino ad aprirsi, esprimendo le sue problematiche e lasciando che arrivi pian piano a individuare (ovviamente con il supporto materno) la soluzione allo stato di ansia;

  • Da tenere a mente: evitare il problema a lungo andare non aiuta:

    La tentazione di percorrere la via più rapida e semplice per evitare sofferenze al proprio figlio è la cosa più naturale del mondo. Va ricordato però che cancellare una gita scolastica o una notte fuori casa alla lunga possono essere comportamenti deleteri per il piccolo, in quanto gli negano la possibilità di portare alla luce il problema, rendendolo di conseguenza difficilmente superabile. Paradossalmente in questo modo si dà al minore un messaggio sbagliato, che conferma il suo timore che possa accadere qualcosa di grave se ci si allontana dalla routine quotidiana. La soluzione in questi casi è manifestare sostegno al bimbo, inviandogli messaggi positivi e sicuri

Un “andrà tutto bene” detto con tono amorevole ma deciso, è spesso la medicina migliore per curare l’ansia da separazione.

Fonti: Babble, Ewrite