La partecipazione di Christina Aguilera al Superbowl solleva un polverone. Non a causa della presenza stessa della cantante, ma a causa della sua performance nell’inno nazionale statunitense, che, come da rituale, da l’inizio al grande e seguitissimo evento sportivo.

Niente che avesse a che fare con scivoloni simili a quello di Janet Jackson, che nel corso dello stesso evento rimase a seno nudo a causa di una mossa, forse premeditata, di Justin Timberlake. Allora la sollevazione generale fu letteralmente a furor di popolo.

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Stavolta, la ragione è ideologica: Christina ha sbagliato a cantare alcune strofe dell’inno nazionale. La reazione in rete non è stata troppo accesa, ma dal vivo la cantante pop è stata coperta da urla e fischi. Il sentimento nazionale era risultato decisamente offeso dall’avvenimento. Qualcuno, però, suppone che sia uno scivolone fatto ad arte, per aumentare l’audience.

In una nota alla stampa la Aguilera ha affermato di cantare l’inno dall’età di sette anni:

“Spero solo che tutti abbiano potuto percepire tutto il mio amore per questo paese e che sia venuto fuori l’autentico spirito dell’inno.”