Nell’ambito di un’importante campagna sull’istruzione l’amministrazione Obama ha contattato Suzanne Seggermann, presidente di Games for Change, organizzazione no profit che promuove videogames dedicati a tematiche politico- sociali come: diritti umani, ambiente, povertà e conflitti.

Secondo la Seggermann i videogiochi dovrebbero uscire dalla nicchia dell’entertainment e diventare strumento per aumentare la consapevolezza delle persone sui problemi che affligono la nostra società. Il segreto dei videogames sta nel fatto che il giocatore viene calato nella storia, dove deve prendere decisioni. Si passa insomma dal livello di storytelling a quello di storyliving. Non a caso lo stesso Pentagono usa i giochi per addestrare i propri soldati. Suzanne Seggermann non sostiene quindi che questo tipo di giochi possa sostituire l’azione bensì ritiene che possa stimolare i giocatori a prendere l’iniziativa, allontandosi dal più semplicistico attivismo da poltrona che è tanto in voga negli ultimi tempi su Facebook.

Si tratta senza dubbio di un progetto ambizioso, che finora si è spesso scontrato con la mentalità della gente troppo vecchia rispetto al medium utilizzato. Tuttavia la collaborazione con la Casa Bianca potrebbe essere l’inizio di una svolta concreta.